Apparizioni di defunti o di viventi: Nel primo caso, il soggetto vede
apparire una figura che identifica con un parente o un conoscente defunto; nel
secondo, invece, vede una persona viva. I primi non mostrano caratteristiche
tali da ritenerli esperienze diverse dalle normali
allucinazioni visive; i secondi, invece, poiché si verificherebbero
solitamente in concomitanza con eventi tragici (es. un grave incidente o la
morte della persona vista), presentano caratteristiche più interessanti. Questi
casi, detti anche coincidenze di crisi o di morte, consisterebbero nel fatto che
una persona vede improvvisamente davanti a sé la figura di un famigliare o di un
conoscente che rimane visibile per qualche istante e poi scompare; in seguito,
il soggetto viene a sapere che circa a quell'ora quella persona era morta. Va
comunque tenuto presente che, in questi casi, potrebbe entrare in gioco un
processo di selezione, così come accade con i presunti
sogni premonitori. Il fatto, cioè, che tutte le volte in cui la persona non
è morta al momento di un'apparizione, l'evento si può spiegare come una semplice
allucinazione; invece, qualora i due eventi coincidano, si tende a vedere il
fatto come qualcosa di paranormale. Sull'argomento delle coincidenze di morte,
Graziella Piccinini e il marito G. M. Rinaldi hanno condotto un'inchiesta,
pubblicata nel 1990 nel volume I fantasmi dei morenti, che raccoglie
circa 250 casi di apparizioni.
Apparizioni infestatorie
Apparizioni infestatorie (infestazione): Con il termine "infestazione"
solitamente si intende la presenza manifesta di fantasmi in un edificio: i
fantasmi, in altre parole, sarebbero responsabili di rumori (raps), apparizioni
e altri fenomeni che ne segnalerebbero la presenza. Il fenomeno sarebbe distinto
dal poltergeist, dove al centro dei fenomeni è sempre una persona (mentre
nell'infestazione è un edificio) e dove la manifestazione dura al massimo
qualche mese (la presunta infestazione potrebbe tramandarsi nei secoli). Nelle
infestazioni, ci si trova spesso a contatto con proprietari di castelli o di
vecchie case che, per attirare turisti, non esitano ad alimentare leggende di
fantasmi e a simulare qualche fenomeno. Uno dei casi più famosi di infestazione
fu quello della Canonica di Borley, definita "la casa più infestata d'
Inghilterra".
Apparizioni condivise
Apparizioni condivise: Si tratta di casi in cui ad assistere
all'apparizione ci sono più persone e tutte vedono la stessa cosa; è una
condizione questa che, se oggettivamente verificabile, permetterebbe
probabilmente di escludere un'esperienza allucinatoria. Il fatto, però, che tali
casi fossero segnalati più frequentemente nelle raccolte dei primi ricercatori
psichici, mentre oggi sono divenuti molto rari, e che è molto difficile valutare
se davvero le diverse testimonianze sono indipendenti e non il frutto di
reciproca suggestione, rappresenta un forte elemento di incertezza relativamente
allo stato evidenziale del fenomeno.
Lo studio delle apparizioni costituì il nucleo della prima consistente
inchiesta condotta nel 1882 dalla Society for Psychical Research ; inchiesta che
sfociò nel famoso volume Phantasms of the Living di Gurney, Myers e
Podmore. Nel 1889 fu avviato un "Censimento delle allucinazioni", con un ritorno
di trentaduemila risposte. Lo psichiatra Ian Stevenson aveva proposto alcuni
anni fa di sostituire il termine apparizioni con "idiofanie".