Il Salvatore mette in subbuglio un quartiere islamico a Teheran. Il
sacro volto di Barlassina. Le foto di monsignor Milingo. Miracoli e
superstizione: il diavolo che lancia scariche elettriche.
Teheran, dicembre 1995, in una modesta casa del quartiere
cristiano-armeno di Avanasian. Una ragazza armena sta pregando per la
salute dello zio, malato di cancro, quando improvvisamente nella stanza
appare Gesù. «Imponi le mani su tuo zio, e vedrai che guarirà», le
dice il Salvatore. E difatti l'uomo guarisce. La notizia si diffonde
immediatamente, come un lampo, anche se nessun organo di informazione ne
parla. In poche ore centinaia di persone, cristiani e musulmani, assediano
la «casa del miracolo» e molti sostengono di vedere Gesù. La
processione dei curiosi diventa sterminata, intasando le stradine del
quartiere. Arriva il capo della polizia locale, messo in allarme dal
trambusto; questi entra nella «casa benedetta» deciso a scacciare la
folla, vede apparire Gesù e, impietrito, cade a terra come in trance. Poi
è la volta dell'ayatollah Ali Khamenei, che, a detta dei presenti, arriva
di nascosto per assistere la miracolo. Circola la voce che gli viene
vietato l'accesso. «Sarà consentito solo al Papa», dicono i più
informati. E già si profila uno scontro interreligioso.
Nel frattempo la folla continua ad accalcarsi, giorno e notte, fino a
che le autorità, temendo dei tumulti, intervengono con la forza. Il
pellegrinaggio viene vietato, la casa chiusa, l'ingresso bloccato. Quando
finalmente la vicenda sembra essere terminata, ecco che l'immagine di Gesù
comincia ad apparire sui muri esterni della casa. Cristiani e musulmani
continuano ad arrivare a ritmo continuo. Anche per questi ultimi c'è aria
di miracolo. Per costoro Gesù è stato, assieme a Maometto, uno dei
grandi ultimi profeti. Nulla di strano, dunque, che abbia deciso di
apparire in un Paese islamico. «L'ho visto proprio così», dichiara una
donna mostrando un'immagine di Cristo con la corona di spine. Altre donne,
coperte dal chador, cominciano a baciare il muro del miracolo. La storia
va avanti tre settimane; alla fine la polizia riesce a far sgombrare la
zona con la forza e dell'evento, sulla stampa straniera, non si sa più
nulla. Ma tutto questo non è stato sufficiente per soffocare la realtà
dei fatti.
LE TELEPLASTIE DI GESÙ CRISTO
Episodi come quelli segnalati a Teheran non devono affatto sorprendere.
Solo nel XXº secolo le apparizioni segnalate e documentate di Gesù, in
ogni parte del mondo, sono state moltissime. Segni della fine dei tempi,
secondo alcuni, isteria di fine millennio, secondo altri, questi eventi
miracolosi si sono verificati con una periodicità tale che è impossibile
negare la realtà dei fatti. In Europa come in Asia ed in Africa, la
figura del Redentore si è mostrata ai fedeli delle religioni più
disparate, dai cristiani ai musulmani ai taoisti. E ogni volta i testimoni
presenti sono stati così tanti e così credibili da dover escludere per
forza l'allucinazione o la mistificazione. «Curiosamente, soltanto in
poche occasioni il Salvatore ha parlato o ha fornito degli specifici
messaggi - dichiara la studiosa milanese Giovanna Beda, esperta di
fenomeni miracolosi - e quando questo è successo, è capitato solo con
quei veggenti che sostengono di vedere periodicamente e ripetutamente il
"Maestro Gesù", come viene ribattezzato. Questo atteggiamento
è comunque tipico delle apparizioni miracolose. Anche la Madonna, quando
si mostra ai veggenti, parla poco e sostanzialmente ripete sempre le
stesse esortazioni. Un discorso a parte meritano invece le apparizioni di
raffigurazioni, manifestazioni che il più delle volte non rientrano nella
tradizione ecclesiastica ufficiale ma nella religiosità popolare, e che
hanno un carattere teleplastico. Con il termine teleplastia, preso a
prestito dalla parapsicologia, si indicano tutte quelle materializzazioni
spontanee, improvvise e miracolose di immagini sacre, apparizioni di visi
o di figure intere sui muri di casa, sui vetri, sugli alberi o in
fotografia. Sebbene queste manifestazioni presentino molto spesso dei
tratti ricorrenti, non sono tenute in gran conto dalle autorità
religiose, che non vi riconoscono alcun carattere miracoloso, anzi vi
trovano una forma di superstizione, un voler vedere a tutti i costi, con
gli occhi della fede, o della credulità popolare, quello che non c'è.
Pure, nella parapsicologia, sono noti molti esempi laici di teleplastie.
In una casa di Belmez in Andalusia, ad esempio, comparvero per anni, sui
muri esterni, visi sacri accanto ad immagini profane. Il clamore suscitato
da questi fatti spinse addirittura le autorità governative alla
costituzione di una commissione di studio. Tutti gli esami condotti non
ebbero però risultati definitivi. Nel 1995, poi, i volti di Belmez sono
definitivamente scomparsi, e con essi il mistero che li circondava...».
IL VISO DI STUCCO DI BARLASSINA
Una delle teleplastie miracolose maggiormente pubblicizzate dalla
stampa si è verificata nel febbraio 1994 a Barlassina, nel milanese, in
casa di Aldo Annese e Maria Luisa Putrino.
«Sull'intonaco bianco di un muro - racconta Annese - è comparsa una
strana macchia, nella quale si distinguono abbastanza chiaramente dei
tratti somatici». «Sembra proprio Gesù. - dichiara la Putrino - Quel
pomeriggio ero in casa con un vicino. Quando ho accompagnato alla porta il
visitatore, lui mi ha detto: 'Signora, c'è una macchia sul muro, forse un
infiltrazione'. Ho guardato quell' alone e sono rimasta di pietra. Era il
volto di Gesù. Sconvolta, ho provato a cancellarlo. Ho usato detergenti
di ogni genere. Tutto inutile, il ritratto è restato dov'era. Impaurita,
ho chiamato Aldo che, quando ha visto l'immagine, è rimasto a bocca
aperta».
«Non so che dire - ha dichiarato l'uomo - e non so cosa pensare. Ho
creduto fosse una macchia di umidità, ma in quel muro non corrono tubi
dell'acqua e siamo al terzo piano; è difficile credere che l'umidità in
poche ore possa fare scherzi del genere». Ma i fatti più sensazionali si
verificheranno dopo qualche giorno. In quella che, in tutta onestà,
sembrava essere una banale chiazza sul muro cominciano a delinearsi dei
precisi tratti somatici: due occhi che guardano di lato, un naso, una
bocca. E dei lunghi capelli che incorniciano un viso ovale. Miracolo o
manipolazione? Intanto la voce si è sparsa e la gente comincia ad
affollare la casa. « Non abbiamo più avuto pace da quando il volto è
cambiato. - racconta Aldo Annese - Quel viso si è trasformato una notte,
senza che noi ce ne accorgessimo; prima era liscio, ben levigato, giallo.
Ora è rugoso, quasi un bassorilievo. E gli occhi e la barba sono molto più
scuri, direi proprio neri. La barba, poi, si infoltisce ed i capelli si
allungano, crescono...».
Con l'esplosione dell'interminabile e tipica processione dei credenti
cominciano ad emergere le storie più dolorose o inverosimili. «Arriva la
signora ottantaquattrenne venuta a chiedere la grazia per la nipote che si
è rotta la schiena - scrive la stampa lombarda - ed il predicatore che
sostiene, serio serio, di avere incontrato Gesù diciassette volte, nel
sonno...».
Ma il parroco del paese è scettico. «Mi sembra tutto troppo facile. -
dichiara don Dante Crippa - Ho come l'impressione che quegli occhi siano
stati scolpiti con un cacciavite. Non si può mai dire, ma io a questi
segni così evidenti non credo». E gli scettici manifestano il proprio
disappunto spiegando la teleplastia come «un residuo di colla della
tappezzeria. L'occhio di chi, con l'intonaco ci lavora, è alieno da
facili illusioni su epifanie messianiche. - commenta il Corriere della
sera. - E l'occhio indagatore è quello di Cesare Mornate, imbianchino di
Barlassina, che ha dichiarato: 'A vederlo così, quel volto non può che
essere della colla, tipo Vinavil, rimasta quando gli Annese hanno tolto la
vecchia tappezzeria. Magari la colla ha fatto reazione dopo che la signora
ha tentato di lavare la macchia. E ci sono dei segni che sembrano
bruciature...».
Sia come sia, il vero interesse del caso di Barlassina non è nella sua
presunta matrice miracolosa o fraudolenta, ma nella polemica esplosa
attorno all'evento stesso, che è «indicatrice di quanto sia forte il
richiamo al miracolo nel cuore della gente. Il miracolo a domicilio -
spiega la signora Beda - nasconde ansie e paure di fine millennio. Nel
1994, anno degli eventi di Barlassina, altre manifestazioni ritenute
miracolose sono state segnalate a Torre del Greco, a Cinisello di Milano,
sul lago di Como e a Seregno. Ovunque, possibili segni divini, apparizioni
di volti. Molte volte la gente vede quello che non c'è perché si attacca
alla fede per nascondere l'angoscia che ci prende quando l'ingranaggio del
quotidiano si inceppa, incrinando le nostre certezze. Allora basta un
nonnulla per lasciare emergere paure e superstizioni. Questo non significa
affatto che dietro alcuni di questi fenomeni non ci sia qualcosa di
miracoloso, tutt' altro. Esistono molti casi documentati. Persino Pio XIIº
ebbe una visione del Cristo, un giorno che passeggiava nei giardini
vaticani. Ma la facilità con cui si corre il rischio di sbagliarsi spiega
la prudenza della Chiesa...».
LE FOTO DI MONSIGNOR MILINGO
Ma c'è chi, proprio in seno alla Chiesa, alla prudenza ha rinunciato
ormai da tempo. Si tratta di monsignor Emmanuel Milingo, l'arcivescovo
guaritore di Lusaka.
Il celebre esorcista ha stupito la stampa internazionale, nel febbraio
del 1994, divulgando due foto scattate da una monaca keniota di 25 anni,
suor Anna Hadjia Alì, a suo dire raffiguranti il volto miracoloso di Gesù,
apparso durante la messa. Nella seconda delle due immagini, scattate
rispettivamente nel 1987 e nel 1988, Gesù piange sangue dagli occhi. Lo
scalpore suscitato da queste rivelazioni è stato forte perché da molti
anni la religiosa keniota è al centro di fatti sovrannaturali e
clamorosi. Puntualmente da molti anni a questa parte, ogni giovedì la
donna riceve messaggi dal Redentore. E durante queste visioni, che si
verificano in piena funzione religiosa, suor Alì lacrima sangue, mentre
un profumo soave ed intenso si materializza attorno a lei, riempiendo la
chiesa, durante l'eucarestia. La donna, che ha già raggiunto fama di
santità, sostiene di essere stata esortata da Gesù «a lavorare per il
risveglio del culto eucaristico, tanto dimenticato».
Le foto divulgate da Milingo hanno innescato molte polemiche negli
ambienti della ricerca sul mistero. Queste immagini, difatti, sono
pressoché identiche, al punto che la seconda sembra essere una copia
ritoccata della prima, alla quale sarebbero state aggiunte le lacrime di
sangue. Inoltre esse sono uguali ad un vecchissimo disegno che circola da
molti anni in Italia, sia negli ambienti spiritici che contattistici,
raffigurante, secondo il mistico o il sensitivo di turno, il fantasma di
un parente deceduto, un guru indiano, un extraterrestre, Giovanni Battista
e - perché no - Gesù.
Quest'altro episodio, che coinvolge un rispettabilissimo ed autorevole
esponente della gerarchi ecclesiastica, dimostra come simili presunte
manifestazioni divine non sempre siano esenti da riserve lecite e
giustificate. Una fra le teleplastie più controverse si verificò nel
giugno del 1986 in una villetta a due piani nella campagna di Sezze,
presso Latina. Diverse persone in buona fede avevano l'illusione di vedere
apparire, nelle chiazze sull'intonaco dei muri di casa, Gesù, gli
apostoli e tutta la corte celeste. Chi vedeva la Madonna, chi S. Giuseppe
con una croce dorata in mano, chi addirittura il diavolo che lanciava
addosso ai presenti delle scosse elettriche «come assaggio dell'inferno
che li aspettava». Intorno alla casa, di proprietà di una signora che a
detta della Curia soffriva di un forte esaurimento nervoso con crisi
mistiche, si radunava, oltre alla solita folla di curiosi e di credenti,
un prosaico nugolo di ambulanti, venditori di bibite e panini, santini e
crocifissi, pronti ad approfittare di ciò che i giornali ribattezzarono
«un business casereccio del sacro».