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(Fonte IL QUOTIDIANO del Martedì 5 Dicembre 2006) Un nuovo fenomeno mistico sul Monte dell'Achiropita di FRANCO MAURELLA
Domenica mattina circa mille persone erano assiepate anche alla foce del Torrente Raganello, a cercare il volto sacro della Madonna tra le rocce della montagna. Binocoli e cannocchiali montati su cavalletti e macchine fotografiche munite di potenti teleobiettivi, tesi a scrutare la montagna. «Ecco, la vedo!!». Un'esclamazione che cattura l'attenzione e provoca il coro dei «fammi vedere». E1 l'effetto mediatico dell'articolo pubblicato venerdì scorso sulla Gazzetta del Sud. Racconta di un autotrasportatore di Spezzano Albanese, Vincenzo Rimola il quale, agli inizi di novembre, percorrendo le strade della Sibaritide, è stato attratto da un raggio di sole che sulla roccia del monte Sellaro rendeva visibile l'immagine della Madonna, con tanto di occhi, naso, bocca, velo e corona in testa. L'autotrasportatore ha tenuto per sé la scoperta nel timore di non essere creduto e di raccogliere derisione e sberleffi. Poi, Rimola ha collegato quella visione ad un episodio che sa di miracoloso accadutogli nel 1999, quando, in pericolo di vita, sognò San Pio da Pietrelcina che lo rassicurò sull'esito del delicato intervento al cervello che avrebbe dovuto subire. Tutto si risolse per il meglio, tant'è che l'autotrasportatore è tornato alla sua professione.
Nell'immaginario collettivo ecco che la Madonna guarda, protettiva, il Santuario. E quell'immagine diventa la Madonna delle Armi, la Madonna delle Rocce. Non sappiamo quanto volutamente la Madonna delle Armi è stata accostata alla Madonna delle Rocce. Sappiamo che il "delle Armi", come spiega lo storico don Vincenzo Barone in un libro dedicato al Santuario, deriva dal greco 'Ton Armon" il cui genitivo si traduce in "delle rocce". Dunque, Madonna delle Armi e Madonna delle Rocce, sarebbero un tutt'uno. Quel volto stagliato sulle rocce del Sellaro attira la gente come api il miele. Ogni giorno sono sempre più numerose le persone che si attardano sulla strada della "Caocianova" che congiunge la provinciale che da Sibari porta a Lauropoli, con la statale che da Villapiana Scalo porta a Francavilla Marittima. Per tanti è diventato non solo un motivo di curiosità da soddisfare ma un momento di spiritualità che rasserena. Suggestione collettiva? «Certamente si tratta di un fenomeno da studiare», ci dice il sindaco di Cerchiara, Domenico Mauro. «Vale la pena - aggiunge - accertare se si tratti solo di un fatto naturale, fisico. Detto questo, mi chiedo se sia giusto razionalizzare tutto. Ritengo che non possa farci male immaginare quello che le nostre coscienze impongono di creare». Come dire che si sente il bisogno di credere in qualcosa che sollevi lo spirito, rassicuri e ci allontani dalla materialità delle cose terrene. Fermo restante che proprio Cerchiara ed il Santuario da tale evento potrebbero ottenere determinanti, ritorni d'immagine. Un primo, notevole effetto c'è già stato. Basti pensare che un euro parlamentare è partito appositamente da Cosenza, accompagnato dalla moglie, per "vedere" l'immagine di monte Sellaro e per proseguire verso il Santuario a pregare nella nicchia ricavata nella roccia, dove è custodita l'immagine "achiropita", cioè non fatta da mano d'uomo, di Santa Maria delle Armi. L'immagine della Madonna, ritratta su pietra, è custodita in una teca d'argento fatta costruire, intorno all'anno 1750, dal principe Michele Pignatelli, quale atto di fede verso Santa Maria delle Armi. Per domenica è prevista una grande manifestazione di fede presso il Santuario, il presidente dell'Ente morale che lo gestisce, colonnello Tommaso Barone, insieme con tutto il Cda del Santuario, sta organizzando una cerimonia religiosa di ringraziamento alla Vergine. «E' come se quel volto della Madonna - dice Barone - invitasse a visitare il Santuario, a riappropriarsi di momenti di spiritualità ulteriore che ai nostri giorni si mostrano sempre più deboli». La prudenza della Chiesa per tale "apparizione", si concretizza nelle parole di don Vincenzo Barone, storico e teologo di Cerchiara che al Santuario ha dedicato diversi saggi. «Ritengo - riferisce -che l'immagine visibile sul monte Sellaro rappresenti il bisogno di spiritualità della gente. Non credo si possa parlare di miracolo perché, se così fosse, l’immagine sarebbe visibile con ogni condizione di luce. Penso sia il sole a riflettere quella immagine, un po' come il fenomeno della Fata Morgana che proietta in cielo l'immagine di Messina». L'immagine ha comunque provocato un risveglio delle coscienze, della spiritualità sopita di tanta gente. Che non sia proprio questo il "miracolo" della Madonna delle Rocce?
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