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3 novembre 2009
Si sono svolti a Mileto i funerali della mistica di Paravati. Il vescovo Luigi Renzo: “Già santa perché in paradiso”
MILETO. Il grigio cielo autunnale, una cappa uggiosa, ha fatto da cornice ai funerali di Natuzza Evolo, la mistica di Paravati di Mileto morta domenica scorsa. La pioggia battente non ha impedito al vescovo di Mileto, Luigi Renzo, di pronunciare una frase che in molti aspettavano: “Natuzza è già santa perché è in Paradiso”. Nella piccola frazione di Paravati, nel comune vibonese di Mileto, sono giunti in migliaia per dare il loro ultimo saluto a Natuzza. Per la celebrazione della messa è stato allestito un palco nel piazzale antistante la “Villa della Gioia” dove ha sede la Fondazione Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime che è una delle strutture volute da Natuzza Evolo. Molte persone hanno assistito alla messa nel piazzale mentre altre, a causa della pioggia, hanno trovato rifugio nelle strutture in costruzione nelle adiacenze della Fondazione. Alla cerimonia hanno assistito anche il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e numerosi sindaci accompagnati dai gonfaloni dei loro comuni. Il rito funebre, celebrato dal vescovo di Mileto, mons. Luigi Renzo, ha visto la presenza anche di numerosi altri vescovi e decine di sacerdoti provenienti da tutta la Calabria. E il momento centrale della celebrazione arriva proprio durante l’omelia quando monsignor Renzo risponde ad alcune delle domande che gli sono state poste in queste ultime ore. “Mi avete chiesto - ha detto il Vescovo di Mileto - se Natuzza sarà Santa subito. Ebbene il vostro lungo applauso all’arrivo del feretro è una prima risposta. Lei è già santa perché è in Paradiso. L’istruttoria per il processo di beatificazione è un problema solamente nostro che seguiremo secondo le procedure e senza fretta. E poi più volte mi avete chiesto la posizione della chiesa rispetto alla figura di Natuzza. Ebbene a quest’ultima domanda si può rispondere con la presenza della delegazione dei vescovi calabresi che sta partecipando a questo funerale”. I funerali si sono svolti con una cerimonia sobria e con l’assenza di fiori sull’altare. La bara di Natuzza, in noce chiaro, è stata posizionata al centro del palco tra quattro composizioni floreali bianche. I familiari di Natuzza ed i giovani dei gruppi di preghiera hanno letto alcuni messaggi per rendere il loro ultimo saluto alla mistica di Paravati. Tra la gente in lacrime c’é un pensiero comune: “Abbiamo perso una mamma”. Tra la gente in lacrime c’é un pensiero comune: “Natuzza lascia un vuoto incolmabile. Avremmo voluto che questo momento non arrivasse mai”. Ed è poi un lungo applauso a salutare Natuzza per l’ultima volta dopo la lettura dei numerosi messaggi letti da familiari ed amici. Natuzza sarà sepolta nella sede fondazione da lei costituita ma si potrà visitare la sua tomba solamente a partire da domenica prossima perché ci sarà bisogno di eseguire in questi giorni alcuni lavori di allestimento della cappella. Il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ha detto che “ci ha lasciato una grande donna calabrese che ha svolto una funzione sociale importantissima”. A dimostrazione di come anche la Chiesa non è rimasta indifferente al carisma ed al messaggio lanciato da Natuzza, al termine del funerale c’é stato un momento di particolare commozione che ha visto partecipi i numerosi sacerdoti presenti. Prima di lasciare l’altare si sono inginocchiati ed hanno baciato la bara della mistica di Paravati che poi è stata sepolta in una cappella della sua Fondazione. Una fondazione, i cenacoli di preghiera ed anche la costruzione di una nuova chiesa. Sono state queste alcune delle principali opere della mistica di Paravati, Natuzza Evolo, morta ieri in Calabria. Nel maggio del 1987 viene costituita la fondazione di religione e di culto “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime” che è approvata con decreto dell’allora Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Domenico Cortese. La fondazione viene poi riconosciuta civilmente dal Ministero dell’Interno ed iscritta nel registro regionale di volontariato. La popolarità di Natuzza che si diffonde negli anni spinge le migliaia di persone che la seguono a riconoscersi in gruppi di preghiera. Ed è così che nascono spontaneamente i “Cenacoli Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” che il 15 settembre del 1994 si costituiscono organicamente. In questi anni Natuzza ha parlato del grande desiderio di realizzare la “Villa della Gioia” che prevede una Chiesa dedicata al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime. Ma il progetto è molto più ampio perché prevede anche l’attuale Centro Anziani “Mons. Pasquale Colloca” e il Centro Servizi alla Persona San Francesco di Paola in fase di completamento. In futuro ci sarà il Centro “Ospiti della speranza” per malati terminali, con annesso “Villaggio del Conforto”, che servirà ad ospitare i familiari degli ammalati. Questo Centro attraverso il “Viale della Misericordia” porterà al grande complesso dedicato alla riabilitazione, dal nome “Recupero della speranza”. Su precise indicazioni di Natuzza, l’arch. Francesco Bruno, l’ing. Domenico Bruno e l’ing. Antonio De Rose hanno redatto il progetto architettonico e strutturale della chiesa. L’opera è in fase di costruzione attraverso le offerte di tutti coloro che credono nel messaggio lanciato da Natuzza. Lo schema planimetrico della chiesa, che può accogliere complessivamente circa 3.000 persone, assume una conformazione cruciforme nelle cui braccia trovano la loro naturale posizione, la cappella del Santissimo sacramento, la cappella delle confessioni, la cappella feriale, il sagrato davanti al quale sorge la grande piazza delimitata dal colonnato. Nel punto d’intersezione delle braccia della croce è posta la grande aula assembleare quale fulcro e cuore dell’intera composizione. La costruzione sottostante la cappella delle confessioni, il sagrato e la piazza, con un insieme di elementi funzionali e autonomi, si compone di due corpi principali contigui: “Centro, sale e strutture congressuali” e il “Centro ristoro”.
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