MILETO (Vibo Valentia) - Erano in 15mila, hanno sfidato il vento gelido e il diluvio per dare l'ultimo saluto a "mamma Natuzza", come anche monsignor Luigi Renzo (il vescovo della diocesi di Mileto, che presiedeva la solenne concelebrazione) ha ricordato Natuzza Evolo, la popolarissima mistica di Paravati morta - dopo lunga sofferenza – in modo forse emblematico all'alba del giorno di Ognissanti.
A Mileto, centro del Vibonese di cui Paravati è una frazione, era lutto cittadino: le esequie si sono svolte sul sagrato della Villa della Gioia, il complesso (tuttora in costruzione) voluto dalla Evolo su ispirazione della Vergine e in cui si eleva la Fondazione Cuore immacolato di Maria – Rifugio delle anime. Ma Natuzza Evolo è un mito, va detto, per tutti i calabresi: ha ricevuto personalmente migliaia di persone, si distingueva per l'enorme umiltà («Sono un semplice verme di terra», era la sua frase-culto). E ha stupito con tantissimi "segni": registrate decine di miracoli, bilocazioni, conversazioni con i defunti. E dolorose stimmate, come per Padre Pio, apparivano sul suo corpo in particolare a maggio, il mese della Madonna.
«Com'è bello stare con i fratelli…», ha intonato in apertura un coro composto da giovani dei vari cenacoli (gruppi di preghiera) sorti in tutt'Italia appunto sotto il segno della "veggente del popolo". Particolarmente significativa la scelta, fra i testi sacri, di una lettura tratta dal Libro di Giobbe: e infatti monsignor Renzo, durante la liturgia della parola, ha paragonato Natuzza proprio a Giobbe per l'intensità delle sofferenze affrontate e la pazienza sfoderata nel subirle, dopo aver accudito amorevolmente il marito (scomparso da alcuni anni) e ben 5 figli.
E tuttavia, il prelato ha ribadito che il "passaggio in Cristo" dell'85enne mistica non può essere considerato un lutto, da chi ha fede: «Facciamo festa con Natuzza. In questo momento, è nella gloria dei Santi», ha affermato monsignor Renzo.
Il vescovo di Mileto non ha dribblato l'interrogativo più grande che la Calabria si sta ponendo da 48 ore ormai: se e in quali tempi sarà incardinata la causa di beatificazione. «Le guarigioni, i dialoghi con i morti erano segni di grande suggestione, alimentavano il sensazionalismo, ma erano marginali rispetto alla forza della sua testimonianza. Se diventerà Santa? Forse è un problema della Chiesa, ma non certo di Natuzza: lei è già Santa, è già in Paradiso». Parole scandite da applausi enormi, mentre una folla di giovani inneggiava alla Evolo: «Santa subito, Santa subito». Ma per quanto "tra le righe", la risposta migliore al quesito stava forse racchiusa in uno dei salmi che hanno corredato la funzione: «Grandi prodigi ha compiuto, cantatelo in tutta la terra».