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Wednesday, November 04, 2009

Tutti i santi…più due

Scritto da Federico Guglielmo Lento on nov 2nd, 2009 ed è archiviato dentro L'Onorevole per caso, Primo Piano. È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o trackback a questa voce . Visite Ottenute: 567 views

santarosaliaSta per chiudersi una giornata, quella dedicata a tutti i Santi, che ha esercitato sempre, su di me, un fascino particolare.

Un giorno di festa, precedeva il giorno del dolore, quello del due novembre, quando ci recavamo al cimitero per la visita ai defunti.

Di solito è una giornata uggiosa, la giornata del due novembre, era dedicata alla visita dei defunti, noi ci recavamo al cimitero.

Non ne avevamo di morti, noi, a Tropea, essendo di recente immigrazione ai tempi della mia infanzia.

Ci andavamo lo stesso, c’era sempre qualche amico a cui portare dei fiori sulla cui tomba recitare una preghiera, io e mia sorella grande, la piccola non era ancora nata, ai tempi.

Al cancello c’erano sempre, assieme ai soliti mendicanti, le oblate della Casa di Carità, serviva a loro da umiliazione ed aveva lo scopo di raccogliere fondi da destinare ai bisognosi.

Si percorreva, poi, il viale alla cui destra e sinistra c’erano le cappelle gentilizie, ed un po’ più in fondo una costruzione, all’interno si accedeva scendendo alcuni scalini.

All’interno vi erano diverse tombe, dove erano stati inumati i defunti; l’ambiente era di aspetto terribile, nella mia mente semplice di bambino si era formata la convinzione che vi si seppellissero coloro i quali erano destinati all’Inferno, l’Inferno, per me, era quel luogo.

Ora ne avrei tanti di morti da andare a visitare ed onorare, nel cimitero di Tropea.

Anche nelle terre,ne avrei. Terre si chiamano a Tropea,i campi coltivati che si estendono da Santa Domenica a Ricadi. In quei luoghi altri due membri della mia famiglia originaria,Gemma e Dick,animali nel senso di esseri forniti di anima.

Non ci vado, da anni, oramai, non ci vado.

Sono qua a Gela, dove di cimiteri ce ne sono ben due, imbarazzato dalla scelta non scelgo e non vado in nessuno dei due.

Sarei tentato,alcuni anni lo facevo, di andare in quello nuovo,il cimitero di Farello, sulla strada che porta a Vittoria e Siracusa, abita qui il mio amico pittore Cristoforo.

Quest’anno non ci vado, nemmeno quest’anno.

Capirà.

Sto qui a casa mia,sono tornato ieri da Palermo, è una giornata assolata insolitamente, il mare è splendido, ci andrei, farei pure il bagno.

Da solo, però, mi annoierei, mia moglie non mi può accompagnare, sta facendo il cambio stagionale, poi andrà al cimitero, al Monumentale, dai suoi genitori e nonni.

Occupo il tempo a guardare un DVD inviatomi da una mia amica maestra, girato nella sua scuola, gli alunni quali attori, sulla costituzione italiana, che compie sessantenni.

Quanti ricordi mi suscita il pensare al referendum su monarchia e Repubblica. Ai tempi io avevo appena tre anni, entrai con mia madre nella cabina elettorale, uscendo fui interrogato da una guardia municipale.

“Pi ccu vutasti Gugliermuzzu” mi chiese

“ Pu principinu e pa democrazia” risposi con voce squillante.

La mia risposta,ancor più il tono alto della mia voce fece sorridere tutti i presenti, presidente del seggio compreso.

Mi viene anche da pensare che stanotte, in Sicilia, i morti visiteranno le nostre case, porteranno ai bimbi i regali.  Giocattoli, Pupi i zuccaru e frutta martorana.

I bimbi ricorderanno i loro cari defunti che,almeno una volta l’anno, si ricordano di loro, li vengono a trovare, si continua a tenere vivo il rapporto.

In Calabria, con i morti, ma anche con la Madonna e con Gesù, parlava una donna semplice.

Natuzza Evolo, il suo nome, aveva dedicato la sua vita alla preghiera ed al servizio, a titolo gratuito, del prossimo sofferente.

Nulla chiedeva, tutto quel che le veniva offerto, spontaneamente, dagli innumerevoli visitatori che venivano a lei da tutto il mondo, l’aveva destinato alla costruzione di una casa di riposo per anziani.

Là è morta, la mistica, portatrice delle stimmate e dotata del carisma dell’emografia.

E’ morta stamatiina, all’età di 85 anni, dopo sofferenze atroci offerte al Signore.

Il parroco, opportunamente, ha fatto suonare le campane a festa per annunciare, non la sua morte, ma il suo ingresso in Paradiso.

Tutti i Santi più una.

Vado avanti così pensando a lei la povera calabrese che, parlando solo il dialetto stretto, si faceva capire da tutti quelli che venivano a lei, da tutto il mondo, anche solo per una parola di conforto.

Pigramente, dopo il pranzo,dopo essermi dedicato alla cura delle piante, aver letto l’ultimo libro di Tabucchi, arrivo al pomeriggio inoltrato.

Vado allo studio dove ho degli appuntamenti con dei pazienti,nell’attesa mi collego,lo faccio sempre,spesso automaticamente e meccanicamente,voglio conoscere le ultime notizie.

La notizia è in evidenza.

E’ morta Alda Merini.

La folle,indecente, indigente, meravigliosa poetessa, a cui, ingiustamente, non era stato concesso il Nobel.

Ricordo i suoi versi raffinati.

Parole dolci, piene d’amore, che facevano bene al cuore.

Parole che può e sa dire solo chi ha il dono, chi ha sofferto.

La conobbi da Maurizio Costanzo, non la dimenticherò più.

E due.

Una al nord, a Milano; una al sud Paravati frazione di Mileto provincia di Vibo Valentia.

Domani, il giorno dei morti, saremo più soli, ci mancheranno due punti di riferimento.

O forse no, anzi sicuramente no.

Due angeli caduti, hanno finito di soffrire, hanno concluso il loro umano cammino, hanno raggiunto la loro destinazione, pensano a noi.

E’ successo nel giorno più adatto.

Il giorno di tutti i Santi.

Più due…da oggi.

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2 Risposte per “Tutti i santi…più due”

  1. Caterina Sorbilli scrive:

    CARO GUGLIELMO HAI RAGIONE DA IERI SIAMO TUTTI UN PO PIU’ SOLI, MENTRE LA SCHIERA DEI GIUSTI SI RIPOPOLA DI PERSONE SPECIALI!

  2. Umberto Donato scrive:

    …Quando se ne vanno i cosiddetti “Ultimi della Terra”, i cosiddetti “Primi Super Pares”, dovrebbero vergognarsi di esistere…

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