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ALTRI LINK SU NATUZZA
>Stargate
- STIMMATE- NATUZZA EVOLO - FOTO
>Stargate
- CON IL PERMESSO DI DIO - di Nicola Cutolo
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Pino Nano - Natuzza
Evolo
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Evolo, la mistica che parla con l'Aldilà
>Natuzza
Evolo
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Nano - Speciali +LEFT+
>Cuore
Immacolato di Maria Rifugio delle anime
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da Il Quotidiano del
10 Maggio 2010
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In migliaia a pregare
a Paravati
La tradizionale Festa della mamma per la prima volta
senza Natuzza
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da Il Quotidiano del 7
maggio 2010 |
Mileto. La frazione
Paravati si prepara ad accogliere i cenacoli di preghiera provenienti da tutta
Italia.
ATTESI
MIGLIAIA DI PELLEGRINI
Domenica la prima
festa della mamma senza la mistica Natuzza Evolo |
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da il
Quotidiano dell'11 Aprile 2010 |
Questa sera iniziativa
del Centro pastorale di Lamezia
LA
STORIA DI NATUZZA EVOLO NEL LIBRO DI LUCIANO REGOLO |
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da IL QUOTIDIANO del 15 Aprile 2010 |
NATUZZA, IL MIRACOLO E' LA SUA VITA
Presentata a Vibo
la biografia firmata da Luciano Regolo |
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Marzo 2010 |
Visioni mistiche dopo i funerali di Natuzza
da IL Quotidiano dell'11 marzo 2010 |
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Aspettando i miracoli!
Coloro che li hanno
ricevuti o li stanno ricevendo devono dirlo all'unico sito specializzato su
Natuzza Evolo. Tutti devono conoscere la santità di Natuzza Evolo. |
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>Video
del 1985: "Natuzza risponde alle domande dei giornalisti"
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>"Tutta la gioia che sento
nell'amare il Signore la vorrei trasmettere a tutto il mondo,..."
Natuzza Evolo
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News
co nfronto
sulla mistica di paravati
ANCHE SU FACEBOOK SI PARLA DELLA SANTITA' DI NATUZZA EVOLO DI PASQUALE LOIACONO
Rassegna stampa completa
1 Novembre 2009 -
NATUZZA
EVOLO E' MORTA
stamattina 1/11/2009
nella Festa di
tutti i Santi;
26
Febbraio 2009 - Natuzza EVOLO la mistica di Paravati
10
Novembre 2008 - Ventimila fedeli invadono Paravati per pregare con Natuzza
13
Agosto 2008 - "COSTRUITE LA MIA CHIESA" Natuzza:"La Madonna ha parlato". Ha
detto di ultimare l'opera che porterà il suo nome
13
Agosto 2008 "Aiutateci a ultimare questo tempio" La mistica di Paravati invoca
il sostegno di tutti per la realizzazione della "Villa della gioia"
12
maggio 2008 "Paravati, il miracolo di fede si rinnova"
18
ottobre 2007 Natuzza l'umile serva del Signore
13
maggio 2007 Ventimila pellegrini da Natuzza
La
"Villa della gioia" il sogno della mistica
che si sta concretizzando
Paravati
invasa. Presente anche il Cardinale Edmond Szoka
Natuzza
una donna di fede e carità
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On line
il Testamento Spirituale
di Natuzza Evolo |
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Buon viaggio signora Natuzza,
continua a pregare per tutti, anche per quelli che non hanno
mai avuto il coraggio di venirti a trovare. Salutaci il Buon Dio, suo
figlio, la Madonna, tutti i Santi ed i nostri defunti che ci hanno
preceduto.
Giuseppe
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Valerio marinelli
volume quarto
edizioni mapograf vibo valentia |
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AVVISO
Pubblicheremo
tutto quello che vorrete inviarci (scritti, preghiere, poesie, foto,
ricordi, video,ecc) su Natuzza Evolo.
I doni di Dio
non devono essere dimenticati.






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Foto scattate a
Paravati il 2/11/2009 alle ore 23:30
 


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Video "Rinnovo il mio amore Natuzza"
on line su youtube
[l'ultima notte di Natuzza nella camera ardente]
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2 Novembre 2009 - CALABRIA: NATUZZA 'SANTA SUBITO', OLTRE 4MILA DEVOTI SI
MOBILITANO SU 'FACEBOOK'
2 Novembre 2009 - CALABRIA: NATUZZA, CAMERA ARDENTE A PARAVATI APERTA FINO ALLE 8
DI DOMANI
2 Novembre 2009 - La testimonianza di Fabio Gallo chiamato a Paravati dalla Mistica
2 Novembre 2009 - "Natuzza è morta da santa"
2 Novembre 2009 - Lacrime per la veggente: "Natuzza santa subito"
1 Novembre 2009 - Campane a festa e non a lutto per
la mistica Natuzza Evolo;
1 Novembre 2009 - I funerali Martedì 3 Novembre alle ore 15:00 nel piazzale antistante la sede
della Fondazione Cuore Immacolato.
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RICHIESTE D'INTERCESSIONE
A MAMMA
NATUZZA
14/11/2009
Buona sera,
mi chiamo Emanuele
o volevo tanto chiedervi di mettere questa mia preghiera ai piedi dell´altare
per la prossima messa a beneficio di Natuzza Evolo.
Cara signora
Natuzza, lei che adesso è vicino alla Mamma e a Gesú, che li vede e con loro
parla, la prego signora Natuzza interceda per me.
3 anni fa venni nel
suo convento con la speranza di incontrarla ma era in vacanza con i suoi figli.
Sono un acerrimo
peccatore lo so signora Natuzza, lo so. e sto soffrendo molto nella mia vita. Ma
da solo non ce la faccio a venirne fuori e vivere in questo modo mi sta
distruggendo.
La prego signora
Natuzza la prego. Mi aiuti, non riesco piú a vivere da solo. Desidero una
famiglia, una donna da amare, qualcuno vicino a me.
Lei sa cara Natuzza
che sono malato e lei sa quanto desidero quello che le sto chiedendo. Dio che è
mi ha creato ed è infinitamente buono, volga il suo sguardo su di me. Per favore
Natuzza, mi aiuti almeno lei.
L´eterno riposo..
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TESTIMONIANZE

Grazie Roberto
06/11/2009
A VIVA VOCE
di Arturo Stenio Vuono Presidente "Azimut" - associazione |
La mia testimonianza ........Natuzza
(*)
Natuzza non l'ho mai dimenticata, sovente
di Lei si parlava in casa; confesso che, in questi ultimi tempi, era
come se fosse andata a far parte del passato, molti fatti sopravvengono,
in ogni famiglia, lieti accadimenti come dolorose e diverse difficoltà
, poi ci si accorge di tante, involontarie, distrazioni e disattenzioni;
ma, di tanto in tanto, Sue notizie e fatti - per via telefono - da una
delle mie cognate, cosentine, che più seguiva / segue / seguirà le sue
opere e iniziative; e mi riferiva d'una donna, ormai, molto sofferente e
ammalata : ne abbiamo parlato - anche - in questi giorni della Sua
dipartita, specie negli ultimi dieci anni - il fardello d'una serie di
malfunzionamento di tanti organi, la minava - continuava, nonostante le
sofferenze, tra il meravigliarsi di chi tentava molte cure, il Suo
apostolato. Tutta, per la gente. Quando la fede muove le montagne.
A
Paravati - di Mileto - Vibo Valentia ( in Calabria : terra, amata, di
mia nascita ) mi ritrovai, nel lontano anno 1986, acconsentendo al
desiderio d'uno dei miei fratelli - il secondogenito - e la consorte,
che, da sempre, risiedono a Cosenza - mia città natia - per la fortuna
di non essere stati, a suo tempo, tra i "migranti" in penisola ( dal sud
al centro e al nord, per poi "riavvicinarsi" - ed io mi son fermato a
Napoli ) ; ero interessato, più che per me ma per la mia famiglia,
abitando dal '72 in città, a decidersi circa il pressante invito - da
diversi medici e clinici, ricercatori amici ( tra Roma e Napoli ) - per
l'intervento chirurgico, urgente ed improcrastinabile, a sanare o,
almeno tentare, il sopravvenuto adenocarcinoma gastrico del quale, dopo
tante traversie, s'era - ormai - diagnosticato, definitivamente ed
irrimediabilmente, già in incubazione, la presenza. Ultime cito -
istologie, compatibili con le diagnosi, gastroscopie, analisi di
laboratorio, coincidenti all'esplosione imminente: insomma, era cancro
allo stomaco. L'urgenza dell'intervento, pertanto, l'unica e sola,
residua, alternativa. Ma io, in verità, mi trattenevo e rimandavo,
rinviando quel ch'era, a parere di tutti, più che urgentissimo. Era il
1986, la mia "storia" - iniziata da tanti anni prima - si risolse - poi
- tre anni dopo.
Tutti i
miei germani, da mesi, premevano in tal senso e mi spronavano, però -
parimenti - volevano che mi portassi - a colloquio - con la mistica
donna, Natuzza: "... vieni ad ascoltare i suoi consigli". Di Mamma
Natuzza Evolo, sino allora, sapevo poco. Era il caso d'incontrarLa, di
conoscerLa e parlarLe.
Esitavo, inspiegabilmente, per una
decisione e non mi sentivo pronto, respingevo - non saprei per come e il
perchè - l'idea di ritrovarmi in una camera operatoria; e cosa mai mi
tratteneva ? Non l'ho mai saputo., salvo le successive "coincidenze" che
mi portatono all'intervento a fine anno '89. Decisi, alfine, il viaggio
in Calabria.
Prova e
riprova, da parte dei miei parenti - convinti estimatori della pia ed
umile donna calabra -, tuttavia non s'era venuto a capo di fissarsi
l'appuntamento; e, ormai, al tempo precedente la Santa Pasqua di
quell'anno, provai - io - per via telefono, personalmente, avendo
risposta immantinènte solo alla prima chiamata; riferii, con urgenza, a
mio fratello che mi si attendeva per parlare con Natuzza, di lì a due
giorni : giusto il tempo di preparare la partenza e presentarsi
all'incontro; ch'era, tuttavia, un fatto insolito, per la grandissima
difficoltà di ottenerlo, in così breve tempo, dato e considerato il
notevolissimo affollarsi dei tantissimi interessati a
richiederlo. Quando giunsi, chi avevo contattato mi attendeva, nessuna
difficoltà solo a fare il mio nome. Ho sempre pensato, dopo
l'appuntamento, che vi ero, forse - da sempre -, già atteso.
Da
Napoli a Cosenza, in treno, alla piccola frazione di Paravati - dunque
- giunsi con l'auto dei miei parenti : dinnanzi alla modesta, rustica,
casetta della contadina, mia conterranea, ove stazionava una gran folla
in attesa; ed entrare, comunque sia, fu più facile del previsto, sostare
in una prima saletta ove, a mò di chiesa, era predisposto perchè si
pregasse un quadro del Cristo - Gesù, che, attraverso il Suo sguardo, se
non timore e/o rimprovero, mi provocava - ancora non lo saprei definire
( a distanza di ben 23 anni dal fatto ) - un sentimento di notevole
disagio; e ancor più facilmente, dopo appena essermi intrattenuto,
chiamato per entrare nella saletta a destra, con porta chiusa, dove
Natuzza Evolo - continuamente ed instancabilmente - riceveva, per tutto
il giorno, in pratica senza soste, chi ne dichiarava il bisogno. Mi
videro entrare, tosto invitato - senza chiederlo - precedendo i molti
-, i miei parenti che mi avevano accompagnato ed uscirne, con
meraviglia, in un sol momento. Le lancette dell'orologio di mio
fratello, in verità, avevano segnato pochi minuti.
Nell'ambiente, qualche mobile e qualche sedia, Natuzza riceveva
in piedi, e così si ripeteva per me, dopo averLe reso omaggio e per
rispetto, almeno come mi accadde, naturalmente - baciandoLe le mani - ;
ed Essa, mi parve che affaticata, scrutando - con insistenza - a destra
e a sinistra della persona che si presentava, poi, attendeva - tutti
seduti - che si parlasse, era un dialogo lungo - ma una sorta di
soliloquio - poichè la mistica sintetizzava le risposte e poche furono,
per me, pure le Sue laconiche interruzioni.
A distanza di tanto tempo, tante
volte ne ho riflettuto, e - a tutt'oggi - non ho riscontri ( per non
averne parlato con Altri - all'appuntamento ), credo che, in quella
saletta di ricevimento, almeno questa la mia personalissima esperienza,
tempo e spazio - come noi li registriamo - non esistevano, penso si
trattò - evidentemente - di sostare in altra "dimensione" che non
conosciamo; cosicchè lunghissima la mia "relazione" - puntigliosa - a
riguardo della storia clinica ( dall'iniziale gastrite, etc., all'ulcera
gastrica e atrofia del pre-piloro, etc., e sino allo sbocco del "male",
etc. ) nonchè la mia "interpellanza" - accompagnata da notizie sulla mia
famiglia - su cosa, come e quando il da farsi; impossibile che il
colloquio si svolgesse, unitamente alle Sue risposte ed interruzioni, in
così minimissimo lasso di tempo e tant'è che, sin d'allora, credo -
forse - d'aver parlato con il pensiero e/o che il tutto si fosse svolto,
a suo tempo, probabilmente, nelle forme ultrarapidissime di telepatia.
Così, mi spiego.
Natuzza, per mia memoria, si pronunciò -
in italiano e/o in dialetto calabrese, o meno, non fui, mai, in grado di
stabilirlo - pressapoco come segue: << --- Il male c'è, non ancora
l'intervento...non è questione di giorni o mesi, ma di anni...e si farà,
pensa solo a curarti e "butta le sigarette" --- >>; e ad una delle mie,
tante, osservazioni ( una, per tutte : "sei sicura? ho il dovere di
pensare alla mia famiglia e non tanto, di per se stesso, a quel che può
accadermi..." ), m'interruppe : << ...quel che dico, non lo dico io, ma
il tuo angelo custode...perchè vuoi porre limiti alla divina
provvidenza? --- >>. Racconto l'indispensabile.
Ciò, perciò, da me, riferito ai medici:
con il prosieguo di altre - integrative - cure che, a parte le terapie
in corso, prendendo atto del mio diniego all'intervento chirurgico -
immediato - , si concentrarono - anche - su prescrizioni, atte a
potenziarmi le difese immunologiche, nonchè l'obbligo di esami speciali
per controllo; e fu che, nell'arco di tre anni ( dalla primavera - anno
'86 ), cure - ripetute per due mesi e per ogni anno - e controlli
diagnostici, strumentali, ogni novanta giorni, a "maturata -
irreversibile - degenerazione ", indubitatamente - come risulto ad esame
strumentale, il cui esito conosciuto nel giorno di festa dell'Immacolata
-, si andò - senza ulteriore indugio - all'intervento ( il 20 dicembre
1989 ). Tutto ok, lunghe ore per l'esecuzione dell'ardito ( per quei
tempi ) modello di "insulto chirurgico" - risolutore, senza necessità
neppure d'una trasfusione, per fine anno - già il 31 - ero ritornato a
casa. Nel gennaio '90, poi, già dichiarato "chirurgicamente guarito", a
parte l'obbligo di controlli - per un triennio -, non disposto alcun
protocollo di chemioterapia.
Non mi pare utile citare, allo scopo
della testimonianza, nominativi - assai noti - di chi si occupò, da un
punto di vista medico - chirurgico, e non solo, del mio "anomalo" << ---
caso --- >>, non scenderò nei dettagli della terapia di "rafforzamento
immunologico" ( inclusa nel protocollo di un noto medico, oggi
scomparso, che dopo tanti anni - successivamente - "fece scandalo"...
senza, a tutt'oggi - essere, mai, riconosciuta); non aggiungerò, in
termini clinici, un commento sull'intervento chirurgico affrontato:
semplicemente, per meglio spiegarmi, si trattò dell'eliminazione -
totale - dello stomaco, linfonodi e milza, etc.; e accompagnata, allo
scopo di garantirmi una buona qualità della vita, da una tecnica di
"legamento", sostitutivo delle funzioni digerenti, dall'esofago all'ansa
del digiuno. Da allora, in verità, mi sono - sempre - alimentato e
normalmente vivo.
Dirò, infine, che - nel 1990 - un mio
fratello e moglie, per "verifica", si portarono a Paravati - nuovamente
- da Natuzza e mostrarono una mia foto : "...perchè mi date la
fotografia, non è un morto, già c'è stato ed ho parlato, vive e sta
bene..." ( Natuzza, per la seconda volta, così - in sintesi - il Suo
"rimprovero"... ).
Spesso, e volentieri, penso proprio che,
come me, ognuno - in conclusione - è destinato ad incrociare Altri, a
parte i propri cari, per compiere una sua missione e vivere - se lo
vuole - in spirito di servizio. Occorre lasciarsi andare, far scorrere
il fiume della vita. E poi,si va, oltre...
Arturo
Stenio Vuono ( la testimonianza su Mamma Natuzza )
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4/11/2009
Cara Signora Natuzza,
la ringrazio per i
sacrifici e le preghiere che ha fatto per salvare la vita a me e a mio
figlio.
Adriana
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4/11/2009
Cara Mamma Natuzza,
conoscerti è stata una
gioia immensa, indescrivibile.
Ringrazio sempre il
Signore per avermi dato la possibilità di conoscerti, abbracciarti, di
avermi fatto sentire il Suo amore attraverso il tuo amore di mamma.
Grazie delle tue
preghiere, grazie di tutto.
Ti prego, guidaci dal
cielo e prega per noi.
Ti voglio tanto bene
Annarita
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un brivido mi ha attraversato tutto il corpo quando mio figlio, mattina di
domenica, giorno di ognissanti, mi ha telefonato per darmi la notizia della
morte di mamma natuzza. in quel momento ho ripercorso nella mia mente, come un
lampo, il momento di quando ho avuto modo di incontrarla a paravati. è successo
l'anno scorso, verso la fine di giugno. fino a quella volta avevo tentato a più
riprese di telefonare alla fondazione cuore immacolato di maria per chiedere un
appuntamento con la mistica. tutte le volte mi era stato negato, ma non per
colpa di qualcuno. sapevo anche io che mamnma natuzza era fortemente ammalata e
non riceveva quasi più nessuno. ma dentro di me, quasi una forza sconosciuta mi
spingeva ad andare direttamente a paravati. e così è successo. quel giorno mio
figlio aveva finito gli esami orali al liceo di locri e di ritorno a casa ho
svoltato per la strada jonio-tirreno in direzione di paravati. non c'ero mai
stato. sono arrivato al paese di natuzza che erano circa le tredici. sono
arrivato, trepidante e con una forte emozione addosso, fin sopra le case
nell'area della fondazione, dopo avere attraversato il grande piazzale. data
l'ora, non c'era anima viva nei pressi. vicino alla bellissima basilica in
costruzione (della quale ho intravisto le cupole ricoperte di rame, a quanto mi
è sembrato), ho notato, all’ombra di un albero alcuni operai nella sosta
consueta per il pranzo. a loro ho chiesto dove potere chiedere di natuzza e mi
hanno indicato un posto poco più avanti, dopo la cappella. niente, sembrava che
non ci fosse nessuno. ma non mi sono perso d’animo. ho sentito più in là rumori
di piatti e avvicinatomi alla porta socchiusa ho chieste se c’era qualcuno. si
sono fatte avanti due donne, forse due inservienti. avendo rivolto loro la
stessa domanda che avevo fatto agli operai prima, una di loro mi ha risposto di
tornare indietro di qualche metro e di aspettare davanti ad una porticina sulla
quale si apriva un corto corridoio con qualche sedia. lì ci siamo seduti io e
mio figlio e abbiamo aspettato per un po’. poi ha fatto capolino dall’interno
della casa un sacerdote che si è dimostrato quasi urtato dalla nostra presenza
e dicendoci che non era possibile incontrare natuzza, per via delle sue
condizioni di salute. ma avendogli cominciato a spiegare perché sentivo il
bisogno di parlare con mamma natuzza, lo stesso sacerdote, senza darci
speranze, ci ha raccomandato di aspettare che da lì a poco natuzza sarebbe
passata dal corridoio che era di fronte a noi. e così ha lasciato la porta
aperta. dopo un poco da lì sono uscite due persone. non so chi fossero. sono
andate via accompagnate fino alla porta di uscita dal sacerdote. nell’ambiente
attiguo, dalla parte che il sacerdote ci aveva indicato che sarebbe passata
natuzza, c’era un certo movimento di infermiere, forse, e lo si capiva che
erano dietro ad un carrello di quelli che passano nelle corsie di ospedale con
tutte le medicine sopra. ho pensato che era forse l’ora della terapia
farmacologia per mamma natuzza. e forse non mi sono sbagliato. poi il silenzio
assoluto è calato nell’abitazione. ogni tanto scorgevo all’interno semibuio
della stanza di fronte a me e sulla mia sinistra, distante qualche metro, ho
notato un ambiente tipo una chiesetta, con una luce molto particolare. ho
sentito poco dopo dei passi, quasi a strisciare sul pavimento, e nessuna voce.
mi sono alzato dalla sedia e ho guardato in quella direzione. ho notato due
persone. una era vestita come le infermiere passate prima e l’altra, dalla
sagoma, dato che era girata di spalle, rispetto al mio punto di osservazione,
mi è sembrata mamma natuzza, che conoscevo per averla diverse volte vista su
qualche fotografia di giornale o in televisione. non mi sono sbagliato. dopo
qualche minuto che la donna si è voltata verso di me, considerato che prima era
rimasta quasi in trance a guardare verso la cappella, come ho immaginato dopo,
io ho fatto qualche passo in avanti e mi sono messo in mezzo al passaggio
obbligato di mamma natuzza. le ho preso le mani e gliel’ho strette tra le mie.
stavo cominciando a spiegare il motivo per cui io ero andato a paravati per
trovarla e lei mi ha interrotto dicendomi che sapeva già. di fronte a quella
parola non ho potuto trattenere le lacrime. mi ha detto di pregare, pregare.
mia sorella, di 49 anni, affetta da una patologia al cuore dalla nascita, da
qualche anno aveva avuto problemi sempre più assidui. segno che la malattia
stava peggiorando senza salvezza. mia sorella, per quanti l’hanno conosciuta,
era un tipo che nemmeno di fronte al suo stato di malattia che le impediva una
vita normale, si spazientava. pregava gesù e la madonna. soffriva ma pensava
alle sofferenze degli altri, si prodigava in opere di carità. da tempo mia
sorella mi diceva che voleva andare a trovare mamma natuzza ma mai l’avevo
portata. mi sentivo quasi uno scrupolo ora che mia sorella era ricoverata a
torino, in attesa di un trapianto cuore-polmoni, dove era stata portata in via
d’urgenza con un volo aereo militare. e nel suo classico ripetuto invito alla
preghiera, mamma natuzza ha abbracciato e baciato mio figlio, dimostrando tutto
l’amore che aveva per i giovani. e poi, ad un certo punto, poco prima di
congedarci, è successo un fatto che neanche io so ancora come spiegarlo. non è
un fatto di magia e di illusionismo, sono cosciente. però, ad un certo punto,
dopo che io le avevo liberato le mani, che tenevo strette tra le mie, durante
tutta la conversazione, mamma natuzza apre una mano, senza averla peraltro
messa in tasca, e sul palmo c’era un piccolo crocifisso. mi ha invitato a
portarlo a mia sorella. così ho fatto dopo qualche giorno. le ho portato quel
piccolo-grande crocifisso e qualche immaginetta della madonna apparsa a natuzza
e negli occhi di mia sorella si è accesa una luce nuova, mia sorella è morta il
10 luglio dell’anno scorso, dopo poco più di una settimana dal mio incontro con
natuzza. tra le sue mani, nella bara, ha voluto con sé, per sempre, il
crocifisso di mamma natuzza. la sua semplicità, il suo calore, il suo amore per
gli altri, per i più deboli, sono il grande esempio da seguire. mamma natuzza
non è morta e vivrà per sempre nei nostri cuori.
francesco sorgiovanni
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3/11/2009
ho incontrato Natuzza per parlarle di mio figlio mi ha dato tanta
serenita' e conforto nonostante i medici mi abbiano detto che sarebbe
guarito solo dopo aver parlato con lei mi sono veramente rasserenata. Mio
figlio per quasi tutta la sua degenza in ospedale ha dormito con sotto il
cuscino garze imbevute del suo sangue delle stimmate. era per noi tutti un conforto e una serenita' totale bastava pensare a lei
quando avevi un problema e stavi subito meglio . grazie Natuzza |
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Cara Natuzza,
io non ti ho conosciuto personalmente ma so che pregavi sempre per tutti noi.
Adesso che sei con Maria e Gesù so che intercederai per noi con le tue preghiere e il
tuo amore. Grazie
Anonima
02/11/2009 |
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Addio Natuzza, ti ho scritto l'anno scorso una lettera, anzi due, di carta,
come si faceva una volta. Non mi hai mai risposto, non sei venuta a trovarci, col dono
dell'ubiquità che si narra tu avessi. ma chissà, mi piace pensare che quelle lettere tu le abbia
viste, le abbia aperte, le abbia tenute tra le tue mani e che la
tua bocca abbia sussurrato qualche parola di preghiera a Dio per
me. Grazie Natuzza se lo hai fatto. Ti prego continua a farlo perchè
ne abbiamo tanto bisogno. io stasera, prima di chiudere gli occhi, lo farò per te. |
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Viviana
02/11/2009
IO NON HO CONOSCIUTO DI PERSONA LA SIGNORA
NATUZZA, NE HO SENTITO SOLO PARLARE,
E CHI NE PARLAVA AVEVA IL CUORE PIENO DI GIOIA, E
LO RIEMPIVA PURE A CHI ASCOLTAVA,
MI AVREBBE FATTO PIACERE CONOSCERLA PERSONALMENTE,
MA IN CRISTO GESU' CI
CONOSCIAMO TUTTI. SONO CERTO CHE ANCHE DA LA SU'
AVRA' CURA DELLE PERSONE CHE
SONO SULLA TERRA. TI VOGLIO RINGRAZIARE ANCHE IO
NATUZZA ANCHE SE NON TI CONOSCO,
TI VOGLIO RINGRAZIARE PER TUTTE LE TUE OPERE, E PER
TUTTA LA DISPONIBILITA' CHE HA DATO
A NOSTRO SIGNORE GESU' DI OPERARE TRAMITE TE. SEI
STATA, SEI, E RESTERAI NEI CUORI DI TUTTI.
2/11/2009
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Ora sono un po' frastornata saputo stamane della notizia e cercherò il
tempo di ricordare meglio ....vi dico però che i giorni scorsi mi era
balzata alla mente Natuzza a cui avevo scritto ann fa e che mi aveva
anche corrisposto. Ne fui immensamente felice di ricevere
corrispodenza, oggi triste tanto da ricordarLa in preghiera ma sono
certa che continuerà ad aiutare noi tutti.
Un abbraccio affettuoso dal Friuli
02/11/2009 |
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Data:
01 novembre 2009 21:45:57 GMT+01:00
Oggetto:
Messaggio visitatore apparizioni.com
Appreso notizia oggi, ricorderò la signora Evolo nella preghiera.
Non ho mai avuto modo di avere comunicazioni con lei ....e me ne
dispiace.
Avevo telefonato in aprile 2007 e parlato con il Sig. Angelo, fondaz.
Cuore Immacol. di Maria,
di
mio figlio Diego molto ammalato da più di tre anni, un traumatico male
misterioso e incurabile senza nessuna diagnosi dai medici..., volevo
chiedere quindi consigli e
motivazioni alla sig. ra Evolo ma era più o meno periodo di quaresima.
Mi erano state assicurate comunque preghiere dal Sig Angelo, e si era
preso nota del nome di mio figlio e della situazione. Purtroppo subito
dopo la situaz di mio figlio si era aggravata ulteriormente e ricoverato
urgentemente in rianimazione per due mesi, dopo molti interventi Diego è
salito in Cielo il 10 agosto 2007!
E così non ho più scritto
...e poi sono crollata in questo acuto dolore per aver perso il mio
unico figlio, e sono sola e separata da molti anni, oltre alla
devastazione provocata dalla sofferenza vissuta per anni per la malattia
non capita e quindi non curabile !
Appresa la notizia oggi della salita in Cielo della sig.ra Evolo mi è
tornato alla mente tutto : i tentativi per la comunicazione...mai
portata a termine. e mi dispiace, e non mi è più tornato alla mente di
interpellarla successivamente, non ricordavo neanche di avere
l'indirizzo!
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FONDAZIONE NATUZZA
IL VESCOVO DI MILETO
RIFUGIO
DELLE ANIME
Ormai Natuzza Evolo
non può più ricevere nessuno. Di Lei rimane la sua
opera e soprattutto la Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime
Via Umberto I n. 153
89852 Paravati (V.V.)
Telefono 0963.336478
Fax 0963.337081
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