Grazie, prodigi, opere
Signora, migliaia di persone da ogni parte del mondo
possono
giurare di essere state miracolate da lei...
«Io sono
solo una poveraccia, dico sempre di me che
sono un
verme di terra... So bene che molti parlano di
"miracoli", ma questa è la cosa più
inesatta che si possa dire o che si possa immaginare. I miracoli li fanno solo
Gesù e la Madonna! Se fosse per me, io
miracolavo tutto il mondo, prima
nello spirito e poi nel corpo! Io
ho solo pregato, indegnamente, per i drammi personali che migliaia di
persone mi raccontano. Quello che faccio io è pregare il Signore, perché abbia
pietà di loro e li aiuti. E se qualcuno
viene poi per ringraziarmi, dico
che devono farlo a Gesù e alla Madonna3.»
Ma
sicuramente la sua preghiera è molto ascoltata, e
sono alcune
migliaia le persone guarite prodigiosamente,
anche da malattie con prognosi infausta. Natuzza,
neanche fosse una studiosa di teologia, più volte
ha distinto le grazie dai miracoli,
intendendo le prime un aiuto che
possono dare Gesù o la Madonna, ad
esempio per il buon esito di un'operazione chirurgica,
mentre i secondi si producono quando la
guarigione è immediata e completa,
con la scomparsa del male.
Così Natuzza
intervistata da Pino Nano, caporedattore di RAI Calabria.
Questo carisma delle
guarigioni si associa spesso al
dono della illuminazione diagnostica,
e spesso i due
non sono
distinguibili. Con assoluta chiarezza Natuzza,
sempre su
suggerimento del suo angelo, è in grado di
anticipare
le diagnosi dei medici, di consigliare l'uso
di questo o
quel farmaco, di prevedere l'esito di una
operazione
chirurgica e, talvolta, anche di correggere
una diagnosi.
Ma non ha la
superbia di affermarlo. «Io, quando
sono
sicura che l'angelo mi dice che il medico ha indovinato la malattia,
dico: fidatevi alla fiducia del medico.
Se l'angelo
mi dice che il medico non l'ha indovinata,
io, per non fare mancanza di
carità, non dico che il medico ha
sbagliato, ma dico: andate in un altro posto
perché più occhi vedono meglio di due.»
Sfogliando
le testimonianze di oltre duecento persone,
pubblicate
nei volumi del professor Valerio Mannelli, si
possono
scoprire: miracoli "positivi" (quelli che scongiurano
la realizzazione di un evento inevitabile, come ad esempio l'essere sepolti da
una frana); grazie di guarigione rivolte a bambini, a gente di ogni ceto e
nazionalità, perfino a illustri
cattedratici e primari ospedalieri in Calabria o a Roma; miracoli di
conversione, persone che ritrovano la
fede e guariscono nell'anima, e che raccontano di aver avuto l'impressione di
essere stati in paradiso quando sono
entrati, pieni di scetticismo o con
profonde convinzioni atee, nella casa di
Natuzza.
Con tutto
quello che ha fatto in questi settantanni,
ricevendo e consolando alcuni
milioni di persone, Natuzza avrebbe potuto
diventare miliardaria. Ma al massimo
ha accettato un fiore fresco da mettere sotto la statuetta
della Madonna o ha promosso piccole collette
per aiutare chi era ammalato e non aveva
neppure i
soldi per
comprarsi un'aspirina. Il suo è un apostolato
di carità,
ha sempre pensato agli altri più che a se stessa.
E adesso che
comincia a sentire la fatica dell'età e
delle
malattie che l'hanno colpita, con quasi due anni
di
ospedalizzazioni, soffre di non avere più la forza di
ricevere oltre cento persone al
giorno, come faceva ancora qualche anno
fa. Forse l'unica grande gioia che le
riempie il cuore è quella di vedere che
alcuni suoi grandi sogni si stanno
realizzando.
Il 4
dicembre 1986 Natuzza svela un segreto al suo
parroco, don Pasquale Barone: la
Madonna, molti anni prima, nel lontano
1944, le aveva detto che a Paravati sarebbero sorte opere di contenuto sociale e
religioso, dedicate soprattutto agli anziani, ai portatori di handicap e
ai giovani. Il parroco informa il vescovo di Mileto,
monsignor Domenico Tarcisio Cortese, e comincia
un'avventura che ha, anche questa, del
miracoloso, nel nome di Natuzza.
Nel maggio
del 1987 viene costituita l'associazione
Cuore Immacolato di Maria, Rifugio delle Anime.
Il 23
maggio 1992 viene inaugurato il primo Centro Anziani alla presenza di migliaia
di persone. Il 14 dicembre
1994 viene
tagliato il nastro dell'auditorium polifunzionale,
con una ricettività di duecento posti, fulcro propulsore
di numerose iniziative religiose e sociali. Il 5 luglio
1998 l'associazione si trasforma in fondazione di religione e di culto,
ottenendo l'anno successivo il conferimento
degli effetti civili con decreto del ministero
dell'Interno.
Nel
frattempo è iniziata la costruzione del secondo
Centro
Anziani, in un angolo della vallata di Paravati
dove si può scorgere il campanile
della basilica di Mileto. E quando, nel
maggio del 1998, i cenacoli di preghiera di tante città creati su impulso di
Natuzza sono arrivati a Roma, in piazza San Pietro, il Santo Padre ha
benedetto il primo mattone della nuova
chiesa di Paravati. Avrà tremila
posti a sedere, un grande salone per
le confessioni e un piazzale che potrà
contenere anche diecimila persone. Sarà una Chiesa a forma di cuore, il
cuore di Maria Immacolata.