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Materiale RIPRODOTTO INTEGRALMENTE PER FINI DI STUDIO dal Sito Web http://digilander.libero.it/CalabryaMistery/nuova_pagina_2.htm .
SUOR ELENA AIELLO
Montalto
Uffugo (Cosenza)
I fenomeni di Suor Elena Aiello
Esistono confini tra il
paranormale ed il «sovrannaturale»?
Le incredibili e straordinarie
vicende di una suora stigmatizzata.
Credo che pochi in Italia siano a
sufficiente conoscenza degli inquietanti e stupefacenti fenomeni paranormali che
sono esplosi nel corso della sua vita ad una monaca calabrese, scomparsa nel
1961 in «concetto di santità»: suor Elena Aiello. Ritengo sia utile riparlarne
oggi per una valutazione postuma da offrire a studiosi ed interessati alla
«miracolistica». Tratteggiamo dunque, entro l'angusto spazio di qualche pagina
(occorrerebbero volumi...), le straordinarie vicissitudini della cosentina suor
Elena Aiello, grande benefattrice, creatrice di opere assistenziali e fondatrice
delle «Terziarie Minime della Passione». Elena Aiello nasce il 10 aprile 1895
a Montalto Uffugo in provincia di Cosenza. Nell'agosto 1920 la giovane Elena
fa il suo ingresso tra le Suore Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue. A
causa delle sue gravi condizioni di salute però è costretta ad abbandonare il
convento per far ritorno a casa. All'età di 33 anni, nel 1928, fonda l'ordine
delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. A quel
tempo, anche se tutti la chiamano suora, canonicamente non è tale, è solo una
umile donna del popolo piena di zelo per le cose di Dio che dedica la sua vita
nella fede alla causa della carità evangelica. Madre Elena non ha conosciuto le
tappe canoniche che oggi regolano il cammino della formazione alla vita
religiosa. Solo il 3 ottobre 1949, all'età di 54 anni, emette i voti perpetui
ricevuti da Monsignor Aniello Calcara, Arcivescovo di Cosenza. Madre Elena ebbe
numerosi doni mistici dal Signore, alcuni di questi furono il "sudore di
sangue", le stigmate e il carisma della profezia. La Madre sudava sangue il
venerdì santo, perché gli altri venerdì di quaresima. Madre Elena, aveva chiesto
a Gesù di soffrire di notte per evitare che si facessero chiacchiere inutili sul
mistero che lei portava nella sua carne. Era molto contraria al fatto di
manifestare pubblicamente quello che le accadeva, e faceva di tutto per
sottrarsi alla curiosità della gente, e agli sguardi indiscreti. Madre Elena,
mediante le stimmate ha partecipato alle sofferenze di Cristo per ben 38 anni.
In questo periodo in varie occasioni ha chiesto al Signore di risparmiarle la
partecipazione diretta alle Sue sofferenze, l'esperienza dolorosa del Getsemani,
prova che le procurava diffidenza e curiosità da parte di tante persone. La
religiosa in queste occasioni riviveva sensibilmente le tre ore di agonia del
Crocifisso. Elena si era votata volontariamente alla sofferenza per diventare
vittima per i peccati degli uomini e per ottenere la pace. Se le fosse mancata
questa intima partecipazione alla passione del Signore non avrebbe potuto capire
la profondità dell'amore e del dono di sé a Dio e ai fratelli. A quanti
ravvicinavano ella ripeteva spesso: "non c'è amore senza sofferenza, come non
c'è sacrificio vero senza carità". Ecco intanto i fatti paranormali (o
sovrannaturali, secondo l'angolazione) più salienti:1) All'età di nove
anni, a causa di un incidente accadutole durante il tragitto per uno dei già
tanti suoi consueti esercizi religiosi (sin da piccolina era scattata in lei una
travolgente fede in Cristo unitamente alla comparsa del seme della vocazione
monacale per scopi altruistici), perse due denti di mutazione definitiva. Non se
ne fece un cruccio per niente e di lì a poco tempo dopo le nacquero i due denti
mancanti. 2) Divenuta già suora in un istituto, un giorno dei suoi
venticinque anni, nel 1920, durante il corso di alcuni lavori per festeggiare la
Madonna, accidentalmente subì un violento trauma ad una spalla. Per evitare
l'espandersi di una cancrena instauratasi in fase iniziale, le vennero asportati
dei tessuti insieme ad alcuni fasci neuromuscolari. Conseguenza: paralisi ad un
braccio e paresi parziale anche del collo e della bocca, mentre la ferita non si
chiuse e vi iniziò una strana vermificazione continua, ad onta di qualsiasi
prodotto farmaceutico disinfettante che le veniva applicato (e gli strani e
prolifici vermiciattoli le venivano tolti continuamente con degli stecchini).
Inimmaginabili le sofferenze della suora, che d'altro canto, per quel che le
riusciva di parlare, si lamentava soltanto di non poter esercitare le sue
funzioni nell'istituto. Quando ormai era deperita gravemente anche a causa della
scarsa nutrizione che poteva avvenire solamente forzandole le labbra contratte
dalla paresi, sopravvenne il "colpo di grazia": in seguito a nuovi malesseri una
accurata indagine radiologica accertò un tumore maligno allo stomaco. Moribonda,
appena udito da un medico che la propria fine era imminente, con stupefacente
tranquillità, sul filo della sua possibile voce, dichiarò a questi ed a quanti
la circondavano che sarebbe guarita quanto prima, avendo in animo di chiedere
tale miracolo a Santa Rita, con certezza assoluta di essere esaudita. In tali
condizioni si fece condurre in una chiesa, presso la statua della santa nota ai
suoi fedeli quale «dispensatrice delle grazie impossibili», e durante
l'invocazione — presenti numerosi strabiliati testimoni — la statua emise
misteriosi fulgori abbaglianti. Poi la notte ebbe in visione la santa: le
comunicava che il tumore mortale sarebbe scomparso il 21 ottobre 1921, mentre
avrebbe dovuto ancora pazientare, per amore a Dio, riguardo alla strana eterna
cancrena ed alle paralisi, e mentre ancora, nel frattempo, avrebbe dovuto
accettare un altro tipo di sofferenze per testimoniare Cristo, e cioè i segni
sul suo corpo della «Passione di Gesù». Il 21 ottobre 1921, tra la meraviglia
dei clinici che la seguivano e preavvisati della data. venne radiologicamente
appurata la scomparsa del tumore nonché della sintomatologia già conseguenziale.
Poco tempo dopo, il primo venerdì del marzo 1923, suor Elena sanguina
progressivamente, ed in date simboliche ricorrenti, dal capo, dalle mani, dal
costato, dai piedi. Ed i piedi in particolare presenteranno una singolarità
spettacolare: da una relazione medica si legge che essi risultano «forati da
parte a parte, come si è verificato spingendo uno stecco di legno attraverso
tutte e due le piante, come se veri chiodi le avessero traforate». Quando in
determinate ricorrenze avviene il sanguinamento delle stigmate, è cosi copioso
da inzuppare la biancheria in cui ella è avvolta. Il dottor Caracciolo, un
medico «non di chiesa», dopo averla esaminata, esclamerà: «Per me v'è
qualcosa di sovrannaturale!». Talvolta, come affermato da alcuni testimoni,
nel corso del suo rivivere il martirio di Gesù, quando la suora entrava in
«estasi», si presentava anche il fenomeno della «levitazione» del suo corpo dal
lettino. Pure un pannello di legno della sua cella monastica, in seguito,
trasuderà sangue umano — come da analisi chimiche a suo tempo effettuate — e
chiunque strofini un fazzoletto su quel sangue lo ritirerà spesso con disegni
abbozzati di croci o di cuori, che dopo qualche ora si dissolveranno. Ed i
rivoli del sangue sul pannello assumeranno alcuni momenti i tratti dell’effige
di un Cristo simile a quella della nota e discussa «Sacra Sindone». Uno dei
tanti clinici che seguirono le vicende ed i fenomeni della straordinaria monaca,
il dottor Molezzi, attesterà che «tutto quello che si verifica in suor Elena
Aiello avviene sotto l'influsso di una forza sovrannaturale che pertanto sfugge
ad ogni controllo scientifico...». 3) In una successiva visione Santa
Rita comunica alla suora che il 15 maggio 1924 sarà miracolata riguardo alle
altre sofferenze. Della nuova predizione avvisa i medici, già stupefatti dalla
prima. Ed il giorno preannunciato suor Elena improvvisamente mosse il braccio
paralizzato, la bocca si disserrò, e la cancrena verminosa nel giro di pochi
giorni si prosciugò. 4) La monaca plurimiracolata decise nel frattanto di
aprire un ospizio per vecchi poveri e per orfanelle. Denaro in partenza: zero.
Ma una sequela di combinazioni, difficili a definire casuali, la posero in
condizioni di realizzare e mantenere in vita la prima di una delle tante opere
di assistenza poi sorte. Misteriosa addirittura fu la realizzazione del primo
passo costruttivo. Mentre all'interno di una corriera pregava Santa Teresa — una
santa che unitamente a Santa Rita aveva in devozione — affinché l'aiutasse in
questo disegno, alla prima fermata del «postale» entrò una monaca a lei
sconosciuta. Suor Elena le chiese un consiglio per il suo progetto. La monaca
sconosciuta la invitò subito a scendere dicendole; «Ti accompagno per
indicarti una casa adatta al tuo progetto; questa casa è già praticamente
venduta, tramite un compromesso, ma tu potrai ottenerla lo stesso ed a un prezzo
inferiore». La misteriosa monaca (fede facendo al racconto della vicenda da
parte di suor Elena Aiello), dopo averle indicato un edificio, appena
imboccarono un vicolo solitario si trasformò ai suoi occhi in un crocifisso e
poi in una dissolventesi cascata di rose. Le faccende andarono per come
precognizzate. La proprietaria, stranamente, a costo di rimetterci, preferì suor
Elena quale compratrice, ed in quanto al pagamento la somma richiesta corrispose
a quella che un buon parente d'una suora amica era in grado di prestare. 5)
L'ospizio iniziò la sua attività e nonostante una cronica mancanza di fondi per
il proseguimento, riuscì sempre all'ultimo momento a risolvere i propri problemi
tramite interventi prodigiosi. Un esempio fra i tanti: una mattina la comunità
viene a trovarsi letteralmente senza una lira per l'acquisto di cibo. Le monache
disperate chiedono a suor Elena come fare. «Preghiamo e qualcosa accadrà»
è la risposta. Si raccolgono nella cappella dalla quale si sprigiona
improvvisamente un acuto odore di rose. E mentre suor Elena sfoglia il proprio
libricino di preci, accanto ad un’immaginetta di Santa Teresa trova un biglietto
da cinquanta lire (degli anni «trenta»). Suor Elena comunica alte sue monache
che il «miracolo» si sarebbe ripetuto anche l'indomani, a comprova che il denaro
non si trovò per un caso fortuito nel libricino. Le monache controllarono ogni
paginetta e montarono la guardia sul luogo ove venne riposto. All'alba,
sfogliandolo, ancora accanto all'immagine di Santa Teresa, rinvennero arrotolato
un altro biglietto di cinquanta lire, con la scritta «50 + 50 = 100»,
unitamente ad un’enigmatica frase vergata in greco antico. Le scritte, dopo
qualche ora scomparvero. Ma ecco ancora un altro esempio singolare di intervento
prodigioso. Una mattina il fornitore di olio pretese il saldo immediato di un
suo vecchio credito. Suor Elena apprestatasi all'altare chiese aiuto alle sue
figure celesti. Alcune ore dopo si presentò uno sconosciuto, dichiarando che
voleva fare un'offerta, consistente in una cifra «spezzata», frutto dei suoi
risparmi. La cifra corrispondeva al centesimo alla partita di olio da pagare.
Certamente queste vicende lasceranno perplessi ed increduli, comunque le
testimonianze in merito sono ancora reperibili attendibilmente, in particolare
quelle mediche, nei luoghi ove visse e operò suor Elena Aiello.
Tutti i fenomeni più importanti
sopra descritti possono, ovviamente, essere interpretati in chiave
parapsicologica materialistica e non spiritualistica. Suor Elena Aiello,
soprannominata «la monaca santa», a Cosenza e dintorni, anche per
parecchi prodigi taumaturgici che molte persone sostengono di aver ricevuto da
lei in vita, può essere stata semplicemente una proprietaria di facoltà
paranormali che stimolate dalla propria granitica fede cristiana abbiano
prodotto tanti fenomeni (psicocinetici, telepatici, telecinetici, ematici,
pranoterapeutici, eccetera) di natura religiosa. A causa di questi fenomeni
straordinari che si verificavano con puntuale periodicità, fra la gente era
conosciuta come la "Monaca Santa". Però lei, nella sua grande modestia ed
umiltà, non voleva assolutamente che le attribuissero tale nome. Il 12 giugno
1961 Madre Elena fa ricoverata all'ospedale San Giovanni in Roma. La notte tra
il 12 e il 13 giugno, le infermiere avvertirono un forte profumo nella stanza
dove lei era ricoverata. Allora le venne chiesto: "Madre domani è la festa di
Sant'Antonio che le farà certamente la grazia della guarigione". Ella con grande
serenità rispose: "Domani, ne Sant'Antonio, ne Santa Rita, ne la Madonna faranno
il miracolo". Erano le 6,20 di lunedì 19 giugno 1961, quando Madre Elena
concluse la sua vita terrena per entrare nel Regno del Padre. Madre Elena fu
stimata e consultata con frequenza da Papa Pio XII, che le riconobbe doti di
abnegazione, carità e profezia. Nel gennaio del 1991 Madre Elena Aiello è stata
dichiarata Venerabile dalla Chiesa. (La biografia della religiosa è stata
scritta da Monsignor Francesco Spadafora nel libro "Suor Elena Aiello, la Monaca
Santa", Città Nuova Editrice, Roma)
Predizioni assai chiare sui tempi
futuri sono attribuite a Suor ElenaAiello, la monaca santa, famosa per aver
inutilmente preavvisato Benito Mussolini di tutti i disastri che sarebbero
avvenuti in Italia se fosse entrato in guerra a fianco di Hitler, era tenuta in
molta considerazione da Pio XII. Riportiamo qui di seguito alcuni brani di
questi suoi scritti:
(12 marzo 1943):
"Ecco il grande flagello, la guerra, l'atomica; questa si avrà al mattino e
se ne avrà per tré giorni circa...". (23 luglio 1949): "Rovina e
morte verranno sul mondo. Verrà il flagello mai visto nella storia dell'umanità.
Dal cielo cadrà su tutti i popoli della Terra. Gli empi saranno distrutti..."-
Moriranno tutti? - E la Madonna: "L'umanità sarà in parte distrutta... il mondo
è in rovina; la Russia sarà bruciata; verrà desolazione e morte, fuoco mai visto
sulla terra". 1949: "L'uomo si è ribellato contro Dio, vi è
un'epidemia d'immoralità che porterà nel mondo rovina e morte, non solo nell'
anima degli adulti, ma persino dei FANCIULLI... Il fetore dei loro vizi, è
salito al Mio cospetto...QUANTA IMPURITÀ'!". (7 Gennaio 1950): "Una
propaganda empia ha diffuso nel mondo molti errori, suscitando ovunque
persecuzioni, rovine e morte. Se gli uomini non cesseranno di offendere il
Figlio mio, il tempo non sarà lontano che la giustizia del Padre manderà sulla
terra il flagello dovuto, e sarà il peggiore castigo che mai si sia visto nella
storia dell'umanità. Quando nel cielo apparirà un segno straordinario, sappiano
gli uomini che prossima sarà la punizione del mondo !" 1950:
"Quando nel cielo apparirà un SEGNO straordinario, sappiano gli uomini che
prossima sarà la punizione del mondo". (23 marzo 1951): "Il mondo
sarà tutto in guerra: la Russia sarà bruciata...: le armi micidiali non solo
stermineranno gli eserciti, ma le cose più sante e più sacre... solo l'Italia in
parte si salverà". (11 Aprile 1952): "Voglio che si sappia che il
flagello è vicino: fuoco mai visto scenderà su tutta la terra e gran parte
dell'umanità sarà distrutta. Quelle ore saranno disperate per gli empi; con urla
e bestemmie sataniche invocheranno di essere coperti dalle montagne e
cercheranno di rifugiarsi nelle caverne, ma sarà invano... Quelli che
resteranno, troveranno nella mia protezione la misericordia di Dio, mentre tutti
coloro che non vogliono pentirsi delle loro colpe periranno in un mare di
fuoco..." Beati coloro che in quei momenti si potranno chiamare veri devoti di
Maria. La Russia sarà quasi completamente bruciata. Anche altre nazioni
scompariranno. L'Italia sarà salvata in parte per il Papa." 1952:"I1
peccato d'impurità è reso arte seducente, diabolica: la maggior parte degli
uomini vive nel fango". (8 aprile 1954): "Giorni oscuri e
spaventosi si avvicinano...I governatori dei popoli si agitano, parlano di pace,
ma il mondo invece sarà tutto in guerra". (16 aprile 1954): "II
mondo è sprofondato in una corruzione strabocchevole... i governanti dei popoli
si sono resi veri demoni incarnati,e, mentre parlano di pace, preparano le anni
più micidiali...per distruggere Popoli e Nazioni...La corruzione della gioventù
ha varcato ogni limite, e l'assillo sfrenato per i godimenti della Terra ha
degradato lo Spirito...MA IL FLAGELLO È VICINO E LE ORE DELLE TENEBRE SONO
PROSSIME. Il gregge sta per disperdersi. Molti segni, mai visti verranno sul
mondo ad ammonire gli uomini che la misura è colma".
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