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Castrovillari (Cosenza)
Suor
Semplice, “Zia Monaca” o “La Monaca Santa”.
Suor Semplice, al secolo
Maria Domenica Berardi, nacque in Castrovillari il 16 luglio 1873
da Giorgio e Agnese Filomia. La nascita di Suor Semplice fu profetizzata ai due
sposi da una Suora cieca e paralitica, la quale predisse loro, in un giorno in
cui essi si recarono in visita al Monastero delle Pentite di Castrovillari. La
suddetta suora, rivolgendosi ad Agnese, disse: "Sposina cara, questa prima
angioletta che verrà al mondo, nascerà Santa". E nacque proprio una
femminuccia, nel giorno in cui cade la solenne festività della Madonna del
Carmelo. Gli sposi le diedero il nome di Maria Domenica, ma da tutti veniva
chiamata affettuosamente Mariuccia, la quale cresceva serena negli insegnamenti
religiosi dei genitori. Fin dalla più giovane età ella mostrò di avere una
grande vocazione che si esprimeva tramite una grande bontà, il servizio e la
dedizione alla sua famiglia e verso il prossimo. Quando un Capitano dì Fanteria,
di stanza presso il Distretto Militare di Castrovillari, fu attratto dalla Sua
grazia, la risposta di Mariuccia fu chiara e sincera: "II mio sposo mi ha già
scelta e io sono innamorata di Lui. Egli si chiama Gesù e voglio legarmi a Lui
per tutta la vita". Le "Monache di casa" erano "un'istituzione di
altri tempi....sentita e seguita". Esse decidevano dì sottomettersi a regole
quali: la pietà, il sacrifìcio, il lavoro, la penitenza e la castità. Esse
prendevano i voti senza rifugiarsi in Convento, non indossando le vesti civili,
ma l'abito dell'Ordine monastico prescelto. Queste suore vivevano fra le quattro
mura domestiche. Così, l'8 dicembre 1892, nella Chiesa della SS. Trinità di
Castrovillari, Mariuccia, col nome di Suor Semplice, prendeva i voti, scegliendo
di appartenere all'Ordine delle Figlie di S. Chiara d'Assisi; le Clarisse e, per
devozione alla Madonna Addolorata, decise che l'abito claustrale sarebbe stato
di colore nero come le vesti della Vergine Madre dal Cuore Trafitto. Terminata
la cerimonia, all'uscita dalla Chiesa, iniziò a nevicare, conferendo a quella
scena qualcosa di divino. La missione di Suor Semplice era iniziata e le mura
della Sua umile casa si trasformarono in un Convento. Le ore della Sua giornata
erano scandite dalla preghiera, dal raccoglimento e dalle opere di misericordia,
in un angusto, freddo e buio locale, della sua abitazione che Ella chiamava il
"martirio". In quella casa si consumava il Suo amorevole Calvario, per la
salvezza delle anime, mediante penitenza, flagellazione e dure mortificazioni
corporali. Di notte, elevava le sue preghiere a Gesù e alla nostra Mamma
Celeste. Spesso, “Zì Monaca”, come affettuosamente veniva
chiamata, soleva dire ai fedeli: "Figli miei, quanto costa il Paradiso!".
La carità verso gli ammalati e i carcerati La portavano ad uscire fuori di casa;
il ricavato del Suo lavoro che proveniva dalle Sue abili mani con le quali
confezionava vestiti e creava ricami, lo devolveva ai poveri, rimanendo e
confidando solo ed esclusivamente nella Divina Provvidenza, che le faceva avere
offerte dai devoti benefattori. Suor Semplice, poi, invitava alla recita del
Santo Rosario ritenendolo "arma potente contro il male" e coloro che
parlavano con Lei si ravvedevano sulle loro idee e si convertivano a Dio. Con il
trascorrere degli anni, anche per i Suoi continui martiri, Suor Semplice si
ammalò gravemente sì da rimanere immobile, per ben dodici anni, dal 1915 al
1927, a causa di una grave forma di artrosi. Ella fu colta, pare, dal "Fuoco di
S. Antonio", per ben tre volte e da artrosi deformante, insufficienza cardiaca,
coliche epatiche e renali, tanto che il proprio medico ripeteva che era Dio a
mantenerla ancora in vita. L'umile casa di Suor Semplice è sempre stata punto di
riferimento per tanta gente del popolo, ma Essa fu frequentata anche da persone
colte e da Alti Prelati, che in Lei vedevano un esempio di rara spiritualità e
di grazia chiedendole sempre consigli ed aiuto. L'affetto e l'ammirazione che si
profuse intorno a Lei si diffuse oltre i confini di Castrovillari. Tutti quelli
che La conoscevano. La chiamavano teneramente "Zia Monaca", «La
Monaca Santa»; Essa faceva sentire, ai fedeli ed ai Suoi figli
spirituali, profumi, canti di uccelli. Altre volte veniva vista nello stesso
momento, in luoghi diversi. Suor Semplice era in comunione spirituale anche con
l'allora Padre Pio. Quanti frequentavano la sua casa amavano chiamarsi “I
devoti di Zia Monaca” ed erano molti! Ella aveva un fascino
particolare: la sua bontà, la semplicità, l’innocenza, il suo donarsi agli
altri, anche con sacrifici, erano un richiamo del cielo. Quanti si recavano da
lei, ed erano sempre più numerosi, non solo da Castrovillari, l’ascoltavano più
che riverenti, pregavano con lei. Facevano a gara le mamme ad averla come
madrina di cresima delle figliuole. Coltivava Zia Monaca "le verbene",
sempre richieste da chi andava da lei. Si raccontavano fatti straordinari,
visioni, sogni premonitori, prodigi, che testimonianze epistolari registrarono e
registrano, in vita e dopo. Si composero novene, preghiere ed inni, che si
ricordano ancora. Ne riferivano sempre a lei, la quale rimaneva confusa e
rispondeva esortando a vivere cristianamente e a non commettere colpe. Diceva:
«Possiamo tutti cadere in peccato; Satana ci sta vicino ma l'Angelo custode
non ci abbandona!». Voleva molto bene ai bambini: non mancavano mai attorno
a lei ed ascoltavano gli episodi del Vangelo, le vite dei Santi, che
abitualmente loro narrava. Chi le faceva visita la trovava sempre intenta a
lavorare ed a pregare. Quando soffriva, non solo non si lamentava ma era felice
ed invitava tutti a cantare «Viva Gesù!». Sempre saggi e prudenti erano i
suoi consigli. A chi le diceva che ella era una "Santa", umilmente, rispondeva:
«Io sono un nulla; sono una piccola formica, che cammina sotto i vostri piedi
... ». Con “Zia Monaca”, dal 1941, vissero Angelina Genovese e Pina
Giannitelli: gioiose di starle vicino, come incantate di Paradiso, in filiale
devozione. Esse raccontavano delle “grandezze” di cui erano privilegiate
testimoni; affermavano che, spesso, sentivano musiche soavi, profumi eletti ed
avevano visioni celestiali… Da lei impararono a camminare per le vie di Dio.
Impararono a confezionare, come lei faceva, “uccellini e farfalle”, che non
pochi “devoti di Zì Monaca” conservano ancora, ricordandola. C'è da dire,
inoltre, che l'acqua che scorre dalla fontana situata nella cella del Suo
martirio, è stata portatrice a chi con fede l'ha bevuta, di guarigioni
prodigiose, ed ancora oggi ne è testimonianza, e sono tante le persone che la
richiedono e si recano a riempire bottiglie per portarle nelle proprie case. Il
23 marzo 1953, Ella spirò, intonando con un filo di voce il canto:
"Viva Gesù". In tutta la popolazione, la Sua dipartita suscitò un grande
cordoglio, ritenendola tutti, una Suora Santa per il gran bene da Ella ricevuto
in vita. Non mancarono gli omaggi delle autorità civili e religiose. L'ultimo
desiderio espresso da Suor Semplice, fu quello di poter restare tre giorni nella
cappellina della Sua casa, prima di essere tumulata nella Sua Cappellina al
cimitero, perché al terzo giorno si sarebbe vista una grandezza, ma il Suo
desiderio fu disatteso per ordine delle Autorità Religiose. “Dalla sua bara”
racconta Pina Giannitelli “usciva un profumo soave, che destava meraviglia;
il suo viso era roseo, le labbra rosse, sorridente. Una folla immensa circondava
la bara…”. Furono solenni le esequie. Venne sepolta nella sua cappellina
cimiteriale e sulla lapide è scolpita l’epigrafe: “SUOR SEMPLICE MARIA BERARDI
UMILE SEMPLICE BUONA VISSE E VIVE IN DIO”. Suor Semplice, per le Sue virtù e per
l'esempio di vita, ha saputo toccare nel profondo il cuore di tutti, ed il Suo
ricordo è ancora sempre vivo, tanto che si tramanda di generazione in
generazione; la testimonianza della Santità di Suor Semplice è il gran numero di
persone, che tutti i giorni si reca nella "Casa di Preghiera" in via Roma
n.11. Inoltre, numerose sono le testimonianze delle grazie ricevute da chi a Lei
è ricorso, anche dopo che Ella è volata in Cielo. Suo semplice continuerà a
vivere, a benedire; tanto bene continua a seminare il suo ricordo, come durante
la vita terrena, dall’eternità.
Il "Gruppo di
Preghiera “Giovani Suor Semplice", si riunisce tutti i Lunedì alle ore 19:00 per
la recita del Santo Rosario, preceduto da un interessante catechesi tenuta dal
Parroco della chiesa di S. Francesco di Paola, di Castrovillari. Ogni primo
Mercoledì del mese il gruppo del "Cenacolo dei Discepoli e degli Apostoli dello
Spirito Santo", si riunisce di pomeriggio alle ore 17:00. All'interno della Casa
di Preghiera, si svolgono, inoltre attività di volontariato e di divulgazione
dell'opera di Suor Semplice, ed il gruppo di preghiera medesimo collabora con la
custode della Casa per accogliere i numerosi visitatori, poiché Suor Semplice
lasciò la Sua dimora come un angolo di Paradiso. Tutto ciò è stato ed è ancora
possibile grazie alla disponibilità che da sempre ha avuto la signorina Angelina
Genovese, custode della Casa di Preghiera di Suor Semplice, che La conobbe fin
da giovinetta. |
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