"Natuzza Evolo"

Umile serva del Signore

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FONDAZIONE NATUZZA

IL VESCOVO DI MILETO

RIFUGIO DELLE ANIME


Ormai Natuzza Evolo non può più ricevere nessuno. Di Lei rimane la sua opera e soprattutto la Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime
Via Umberto I n. 153
89852 Paravati (V.V.)
Telefono 0963.336478
Fax 0963.337081


 

 

 

 

Grazie, prodigi, opere

 

Signora, migliaia di persone da ogni parte del mondo possono giurare di essere state miracolate da lei...

«Io sono solo una poveraccia, dico sempre di me che sono un verme di terra... So bene che molti parlano di "miracoli", ma questa è la cosa più inesatta che si possa dire o che si possa immaginare. I miracoli li fanno solo Gesù e la Madonna! Se fosse per me, io miracolavo tutto il mondo, prima nello spirito e poi nel corpo! Io ho solo pregato, indegnamente, per i drammi personali che migliaia di persone mi raccontano. Quello che faccio io è pregare il Signore, perché abbia pietà di loro e li aiuti. E se qualcuno viene poi per ringraziarmi, dico che devono farlo a Gesù e alla Madonna3

Ma sicuramente la sua preghiera è molto ascoltata, e sono alcune migliaia le persone guarite prodigiosamente, anche da malattie con prognosi infausta. Natuzza, neanche fosse una studiosa di teologia, più volte ha distinto le grazie dai miracoli, intendendo le prime un aiuto che possono dare Gesù o la Madonna, ad esempio per il buon esito di un'operazione chirurgica, mentre i secondi si producono quando la guarigione è immediata e completa, con la scomparsa del male. Così Natuzza intervistata da Pino Nano, caporedattore di RAI Calabria.      Questo carisma delle guarigioni si associa spesso al dono della illuminazione diagnostica, e spesso i due non sono distinguibili. Con assoluta chiarezza Natuzza, sempre su suggerimento del suo angelo, è in grado di anticipare le diagnosi dei medici, di consigliare l'uso di questo o quel farmaco, di prevedere l'esito di una operazione chirurgica e, talvolta, anche di correggere una diagnosi.

Ma non ha la superbia di affermarlo. «Io, quando sono sicura che l'angelo mi dice che il medico ha indovinato la malattia, dico: fidatevi alla fiducia del medico. Se l'angelo mi dice che il medico non l'ha indovinata, io, per non fare mancanza di carità, non dico che il medico ha sbagliato, ma dico: andate in un altro posto perché più occhi vedono meglio di due.»

Sfogliando le testimonianze di oltre duecento persone, pubblicate nei volumi del professor Valerio Mannelli, si possono scoprire: miracoli "positivi" (quelli che scongiurano la realizzazione di un evento inevitabile, come ad esempio l'essere sepolti da una frana); grazie di guarigione rivolte a bambini, a gente di ogni ceto e nazionalità, perfino a illustri cattedratici e primari ospedalieri in Calabria o a Roma; miracoli di conversione, persone che ritrovano la fede e guariscono nell'anima, e che raccontano di aver avuto l'impressione di essere stati in paradiso quando sono entrati, pieni di scetticismo o con profonde convinzioni atee, nella casa di Natuzza.

Con tutto quello che ha fatto in questi settantanni, ricevendo e consolando alcuni milioni di persone, Natuzza avrebbe potuto diventare miliardaria. Ma al massimo ha accettato un fiore fresco da mettere sotto la statuetta della Madonna o ha promosso piccole collette per aiutare chi era ammalato e non aveva neppure i  soldi per comprarsi un'aspirina. Il suo è un apostolato di carità, ha sempre pensato agli altri più che a se stessa.

E adesso che comincia a sentire la fatica dell'età e delle malattie che l'hanno colpita, con quasi due anni di ospedalizzazioni, soffre di non avere più la forza di ricevere oltre cento persone al giorno, come faceva ancora qualche anno fa. Forse l'unica grande gioia che le riempie il cuore è quella di vedere che alcuni suoi grandi sogni si stanno realizzando.

Il 4 dicembre 1986 Natuzza svela un segreto al suo parroco, don Pasquale Barone: la Madonna, molti anni prima, nel lontano 1944, le aveva detto che a Paravati sarebbero sorte opere di contenuto sociale e religioso, dedicate soprattutto agli anziani, ai portatori di handicap e ai giovani. Il parroco informa il vescovo di Mileto, monsignor Domenico Tarcisio Cortese, e comincia un'avventura che ha, anche questa, del miracoloso, nel nome di Natuzza.

Nel maggio del 1987 viene costituita l'associazione Cuore Immacolato di Maria, Rifugio delle Anime. Il 23 maggio 1992 viene inaugurato il primo Centro Anziani alla presenza di migliaia di persone. Il 14 dicembre 1994 viene tagliato il nastro dell'auditorium polifunzionale, con una ricettività di duecento posti, fulcro propulsore di numerose iniziative religiose e sociali. Il 5 luglio 1998 l'associazione si trasforma in fondazione di religione e di culto, ottenendo l'anno successivo il conferimento degli effetti civili con decreto del ministero dell'Interno.

Nel frattempo è iniziata la costruzione del secondo Centro Anziani, in un angolo della vallata di Paravati dove si può scorgere il campanile della basilica di Mileto. E quando, nel maggio del 1998, i cenacoli di preghiera di tante città creati su impulso di Natuzza sono arrivati a Roma, in piazza San Pietro, il Santo Padre ha benedetto il primo mattone della nuova chiesa di Paravati. Avrà tremila posti a sedere, un grande salone per le confessioni e un piazzale che potrà contenere anche diecimila persone. Sarà una Chiesa a forma di cuore, il cuore di Maria Immacolata.

 


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