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Immacolato di Maria Rifugio delle anime
FONDAZIONE NATUZZA
IL VESCOVO DI MILETO
RIFUGIO
DELLE ANIME
Ormai Natuzza Evolo
non può più ricevere nessuno. Di Lei rimane la sua
opera e soprattutto la Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime
Via Umberto I n. 153
89852 Paravati (V.V.)
Telefono 0963.336478
Fax 0963.337081
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2/11/2009 |
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"Natuzza è morta da santa" |
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| dalla Stampa di Torino |
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Fra un paio di mesi, dice il vescovo, monsignor Luigi Renzo,
potrebbe essere avviata la procedura per la causa di
beatificazione. |
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MARCO TOSATTI |
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La morte di Natuzza
Evolo ha colpito profondamente il vescovo della Diocesi di
Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo. C'è chi parla
della possibilità che in futuro venga avviata una causa
di beatificazione per la mistica. «Sono rimasto impressionato –
ha affermato il prelato – dalla profonda spiritualità di questa
donna. Quello che mi ha sempre attratto di questa sorella in
Cristo è stata la sua semplicità e il suo senso dell'obbedienza
all'autorità ecclesiastica. Natuzza non ha mai fatto niente che
potesse mettere in difficoltà la Chiesa. È stata sempre fedele –
ha aggiunto – alle indicazioni che i vescovi, che l'hanno
conosciuta, le davano. Le è stato imposto agli inizi della sua
missione pubblica di non ricevere la gente e lei, senza battere
ciglio, ha ubbidito. Solo quando le hanno dato il via ha
ricominciato a ricevere gente per dare loro conforto». Monsignor
Renzo, che ha conosciuto Natuzza per varianni, è rimasto
impressionato dalla sua profonda fede legata a un grande amore
verso Cristo e la Madonna. «Quella di Natuzza – ha dichiarato –
è un'esperienza mistica che tocca quegli aspetti legati al
rapporto intimo con Gesù Cristo. La sofferenza, che ha sempre
accettato in silenzio, è la riprova del suo legame con la
passione di Cristo. I fenomeni che lei avvertiva durante la
settimana santa, infatti, sono il segno del dono che Dio stesso
le ha fatto. Natuzza – ha proseguito monsignor Renzo – con la
sua forza spirituale è riuscita a comunicare con tutti. Un
aspetto notevolissimo che ha coinvolto la gente, oltre alla
sicurezza che riusciva ad infondere, sono le sue opere sociali.
La cittadella della carità rappresenta il segno visibile della
Teologia dell'incarnazione. La fede non si vive in astratto e
Natuzza questo l'ha compreso perfettamente. La mistica, toccando
con mano i problemi della gente, ha voluto entrare nel vivo dei
loro bisogni materiali. Le sue visioni straordinarie che l'hanno
accompagnata per tutta la vita sono in perfetta sintonia con il
Vangelo». Adesso, dopo il ritorno al Padre, tra i figli
spirituali di Natuzza, che sono a milioni su tutta la terra,
serpeggia forte il desiderio di vederla presto santa. Il
vescovo ha ribadito con estrema chiarezza che bisogna aspettare.
«È il momento – ha ribadito – del silenzio. Fra un paio di mesi,
dopo che avremo chiesto l'autorizzazione alla Conferenza
episcopale calabra, avvieremo la procedura complessa della
beatificazione. Saranno raccolte testimonianze e messi nella
giusta luce gli aspetti più complessi della sua vita. Non c'è
nessuna fretta. Non ce l'ha neanche Natuzza che ora vive in
paradiso contemplando la luce di Dio padre. I frutti che ha
lasciato – ha evidenziato – sono sotto gli occhi di tutti.
Quelli che verranno saranno molti di più. Una cosa è certa. Ha
fatto una morte da santa. La gente che sta arrivando a Paravati
è la testimonianza più alta della sua generosità e del suo
altruismo». |
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